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1994, dopo Kurt Cobain: l’anno in cui la musica è cambiata per sempre

“Alcuni dei vostri amici sono già fottuti” si legge in calce alla copertina della bibbia del punk, Maximumrocknroll, datata Giugno 1994. Una pistola puntata dritta dentro una bocca. Non serve molta fantasia per capire il riferimento. Il 21 Settembre 1993 In Utero era approdato nei negozi di dischi e all’inizio del nuovo anno era giunta la notizia che il gruppo di Kurt Cobain avrebbe aperto il festival di Lollapalooza. Ma, nell’Aprile 1994, dopo aver scampato un overdose durante il tour in Italia, l’angelo del grunge si infila un fucile in bocca e si toglie la vita a Seattle. Quell’anno la musica è cambiata per sempre, segnando un netto discrimine tra ciò che c’era prima e ciò che sarebbe venuto dopo.

Gli anni ’90, Grunge: Soundgarden, Pearl Jam, Alice in Chains

Dopo la morte di Kurt Cobain il Grunge, nato in pochissimi anni in una zona particolarmente circoscritta degli States, viene messo a dura prova. Sopravvive malamente e a stento dopo la scomparsa di una delle sue stelle più fulgide. La fine dei Nirvana decreta la fine di un certo movimento musicale e ideologico, che si vedrà portar via la sua scintilla vitale, le sue suggestioni fondanti. L’8 Marzo 1994 i Soundgarden di Chris Cornell avevano pubblicato Superunknown, percorso già da dubbi interni che avrebbero decretato la fine della band un anno dopo. Vitalogy, dei Pearl Jam, rilasciato l’autunno successivo mette in luce tutte le tempeste emozionali e intime di Eddie Vedder. L’EP di Jar of Flies, degli Alice in Chains, sembrerebbe annunciare una raggiunta maturità della formazione. Ma in effetti, preconizza il salto di Layne Staley nell’oblio delle dipendenze, che metteranno fine alla sua carriera e alla sua vita.

Il mondo della musica è in subbuglio, il Grunge ha perso la sua spinta iniziale. Le case discografiche non scritturano più artisti o gruppi turbolenti, animati da spirito critico e anarchico. Preferiscono band che di quel movimento mantengano il sound, ma non gli ideali. Dei Nirvana rimane in vita il bozzolo esterno ma non certo i principi propulsivi, che Kurt Cobain gridava sul palco. L’energia, la creatività e l’eccezionale unicità del Grunge sembrano finite. Il mondo underground, che quasi per una sorta di miracolo proprio lì e proprio in quel determinato momento aveva dato alla luce quelle voci, torna silenzioso. Tutto questo incarna una storia ancora più ispirante – una sola scena costellata di più realtà che si riconoscono negli stessi ideali e raggiungono la vetta nello stesso momento. Così come il Punk della Bay Area o il Black Metal Norvegese. A chi devono rivolgersi i fan orfani di Kurt Cobain, dei Nirvana e degli altri?

1994: nuova musica e nuovi gruppi

Dopo la metà degli anni ’90 la musica prende direzioni diverse e propulsive. Dalla California i Green Day iniziano a diffondere il loro punk-rock che, come i Nirvana, attinge a pezzi pop, distorti e cantanti con voce pungente. Gli Offspring gli fanno seguito e il loro terzo album, Smash, diventa il disco indipendente più venduto di tutti i tempi. Questo interesse nel punk della West Coast americana inizia a montare come una marea, portando a galla nuovi gruppi. I NOFX’ con Punk in Drublic, i Rancid, l’anno successivo e i Bad Religion. Il Grunge e il West pop-punk hanno in comune la temporaneità, l’immanenza, la particolare occorrenza in una certa area e in un certo momento storico.

I NOFX’ e i Bad Religion forniscono ispirazione e modelli ai Blink-182 che nel 1994 pubblicano il loro album di debutto, Cheshire Cat, nello stesso studio di registrazione delle prime due band. L’Emo – un movimento indipendente, slegato da specifici stati o città – torna in superficie nel 1994 con i Jawbreaker e i Sunny Day Real Estate. Ma il 4 Luglio 1995 Dave Grohl, già batterista dei Nirvana con Kurt Cobain, incide e pubblica da solo l’album di debutto Foo Fighters, a Seattle. Il 1994 testimonia un momento di transizione, con la musica che si fa più dura, verso orizzonti heavy e metal. Dai Metallica ai Pantera – che dopo aver sotterrato il glam rock delle origini avviano un groove-metal con Vulgar Display of Power – a Marilyn Manson. E’ questo l’anno del suo debutto con Portrait of an American Family. Nella porta accanto, prende vita il sound elettronico e innovativo dei Prodigy.

Il 1994 quindi è un anno di cambiamenti, rivoluzioni e rivelazioni. L’anno in cui vecchie glorie muoiono e nuovi eroi vengono alla luce, in un perpetuo ciclo di decadimento e rinnovamento. Il Grunge perde la sua spinta propulsiva, svuotandosi di senso e ideali, e la musica trova nuove forme espressive. Anche senza i Nirvana, il festival di Lollapalooza va avanti, portando sul palco gli Smashing Pumpkins e i Green Day. Lo spettacolo forse non è come ci si aspettava, ma è una rivelazione. Il messaggio di quell’anno glorioso, pieno di tragedie e trionfi, è chiaro: “The future is bright, anche the kids, as always, were alright”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.