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Quali sono i cantanti rock censurati negli Stati Uniti?

Phil Collins, i Beatles, gli ABBA, John Lennon e The Plastic Ono Band, i Rage Against The Machine. Questi artisti sono solo alcuni ad essere stati rimossi dalle playlist radiofoniche di alcuni paesi. In particolare, i primi 3 sono stati rimossi dalle playlist radiofoniche della maggior parte degli stati americani. Il motivo? Eventi mondiali come l’11 settembre o la guerra in Iraq. Questa forma di censura ha coinvolto anche artisti che non avevano preso posizioni apertamente politiche e che avevano solo delle parole o suoni che molto velatamente indicavano altro. Gli USA censurarono infatti Phil Collins perché, durante la Guerra del Golfo del 1991, la sua canzone “In the Air Tonight” ricordava agli ascoltatori i missili.

I RAGE AGAINST THE MACHINE CENSURATI

I vasti elenchi di tracce proibite durante la guerra del Golfo, dopo gli attacchi dell’11 settembre e durante la guerra in Iraq sono veramente lunghissimi. I Rage Against the Machine, e i loro fan di conseguenza, notarono che circa 1.100 stazioni radio negli Stati Uniti non trasmettevano più i loro brani, alla luce degli attacchi dell’11 settembre. La band ha poi protestato molti anni dopo, nel 2008, contro il governo statunitense e la situazione della prigione di Guantanamo. Nel 2008 infatti, al festival di Reading, indossarono delle tute molto simili a quelle dei detenuti nella baia di Guantanamo.

DAGLI ABBA A BLONDIE, AGLI SPANDAU BALLET

Gli Abba furono una delle tante band che, durante la Guerra del Golfo, videro le loro canzoni rimosse dalla BBC. Un altro esempio fu la cantante Debbie Harry, leader del gruppo dei Blondie con la canzone Atomic. La canzone venne tolta dalle radio a causa delle connotazioni bombardanti della parola atomico. In nessun caso i testi menzionano il bombardamento, ma la semplice associazione della parola, anche se usata in un contesto totalmente diverso, era diventata sufficiente a giustificare un divieto. Anche gli Spandau Ballet di Tony Hadley vennero colpiti da questa censura con la canzone numero 1 I’m Fly for You. Il legame davvero tenue con i piloti che sorvolavano il Golfo era visto come un elemento di cattivissimo gusto.

BEATLES E JOHN LENNON

Back in the U.R.S.S. dei Beatles fu un’altra canzone che venne bandita addirittura 22 anni dopo la sua uscita negli anni Settanta. Fu con la venuta della guerra fredda che il Regno Unito  decise di proibire il brano: sarebbe stato poco saggio rischiare di alienare un partner commerciale, vale a dire la Russia ricordando agli ascoltatori la caduta delle Repubbliche socialiste sovietiche. Anche John Lennon fu colpito da una censura piuttosto singolare. Il celebre brano pacifista Give Peace a Chance, composta dalla Plastic Ono Band, non era considerato conforme con il clima americano. La spinta morale di Lennon era culturalmente molto importante e gli statunitensi non potevano “affidarsi” ad un portavoce così pacifico.

MTV CENSURA

Persino la celeberrima MTV fu costretta a bandire alcuni brani durante l’invasione in Iraq degli Stati Uniti. Era il lontano 2003 e i pezzi censurati furono tantissimi e piuttosto famosi. Tra i vari brani, uno di questi era Boom! dei System of a Down perché il video mostrava statistiche sul numero di vittime proiettate nella guerra in Iraq. Ci furono anche gli Aerosmith con la super famosissima I don’t wanna miss a thing (per motivi che non sappiamo), così come Dancing in the Street, pezzo che vedeva il duetto tra David Bowie e Mick Jagger. Il motivo? Troppa allegria ingiustificata in un periodo così complesso.

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