17 settembre 2021 14:44 venerdì

John Lennon, quella volta che chiese ad Eric Clapton di formare un supergruppo

La carriera di John Lennon è assolutamente invidiabile. Dopo la dipartita dei Beatles, il chitarrista ha formato i Plastic Ono con sua moglie Yoko. Tempo dopo, scrisse all’amico Eric Clapton una lettera lunga otto pagine nella quale gli chiedeva se fosse disposto ad entrare in un supergruppo in formazione. Tutto ebbe inizio dopo che lo stesso Clapton si unì ai Plastic Ono per una performance a Toronto; dove il mitico eroe della sei corde, presto le sue immense doti per rivisitare alcune delle hit di John Lennon in modo da dare spazio anche a sua moglie.

Non è dato sapere quanto Eric Clapton fosse stato propenso a condividere il palco con John Lennon e Yoko Ono. L’iconico chitarrista non era colpito da molti artisti all’epoca; eppure, l’esaltazione della coppia riuscì a colpirlo positivamente nel 1969. Questo perché, mentre Lennon forniva uno stile dai tratti conservatori, usualmente Rock N’Roll; sua moglie riusciva ad aggiungere un tocco sperimentale che riesce a spiazzare anche gli ascoltatori più esigenti.

La performance contribuì ad alimentare le speranze di Lennon di condividere il palco con Eric Clapton per un tour mondiale o, addirittura, in pianta stabile. Oggettivamente, l’idea, almeno all’epoca, non sembrava tanto inverosimile; visto il curriculum di Eric Clapton negli Yardbirds e nei Blindfaith. Ciò nonostante, il senno di poi, confutò le teorie di John Lennon; seppur non sia ancora emerso il motivo per cui Slowhand abbia declinato la proposta dell’amico e collega.

La proposta di John Lennon per Eric Clapton

La lunga epistole scritta da John Lennon, vedeva il musicista esprimere il suo entusiasmo per i risvolti a cui la sua carriera avrebbe potuto incorrere qualora si fosse incrociata con quella di Eric Clapton. Il musicista, infatti, esordisce esplicando la sua ammirazione per Slowhand, aggiungendo che, incrociando i suoi passi, avrebbero potuto trarre il meglio l’uno dall’altro. Lennon continua rivelando di avere molte idee per il suo futuro dal vivo, concentrandosi sull’attivismo e sulla trasmissione di messaggi profondi al pubblico, portando gli spettacoli nei paesi del mondo nei quali, all’epoca, la situazione politica era più delicata.

John Lennon ha continuato dichiarando di essere stanco di esibirsi sul palco improvvisando, dimostrandosi consapevole di dover provare prima di salire sul palco. Dopodiché Lennon ha espresso il suo desiderio per raggiungere le mete delle date degli ipotetici concerti a bordo di una nave da crociera messa a disposizione dalla casa discografica. Lennon, infatti, voleva interpretare il tour come una sorta di esperienza risolutiva, libera dalle pressioni che hanno reso la sua carriera dal vivo con i Beatles, una tortura culminata prematuramente. Il piano, a quanto pare, sarebbe stato registrare l’esperienza e proporla sotto forma di pellicola cinematografica prettamente musicale.

Nonostante Eric Clapton e John Lennon avessero avuto un passato similmente travagliato e fossero, per questo, anime affini, sfortunatamente, Clapton non accettò la proposta, a tratti libertina e invitante, per altri versi particolarmente impegnativa di John Lennon e Yoko Ono. Lennon si congedò nella sua epistole evidenziando il fatto che, egli stesse richiedendo i servigi di Eric Clapton per la stima provata nei suoi confronti e non per la sua notorietà, visti gli ideali rivoluzionari che spingevano Lennon ad intraprendere simile iniziativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

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