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Fabrizio De Andrè: la storia del rapimento del cantautore genovese

Quando si parla di musica italiana non si può non citare l’iconico Fabrizio De Andrè. Anche noto con l’appellativo di Faber (affibbiatogli dal suo amico Paolo Villaggio con riferimento alla nota azienda di matite e pastelli Faber-Castell, oltre che per l’assonanza col suo nome), il cantautore genovese ha rilasciato alcuni dei brani più importanti della storia della musica italiana. Stiamo parlando, naturalmente, di alcune canzoni come Il pescatore, Il gorilla, Bocca di rosa, La guerra di Piero, Via del campo, La città vecchia, La canzone di Marinella e tante altre ancora. Oggi, però, non siamo qui per soffermarci sulle più grandi composizioni del cantautore del genovese, ma per raccontarvi uno dei periodi più brutti della sua vita. In questo articolo ci soffermeremo infatti sul rapimento di Fabrizio De Andrè (e della sua compagna Dori Ghezzi).

Fabrizio De Andrè: la storia del rapimento del cantautore genovese

Torniamo oggi a parlare di uno degli avvenimenti che maggiormente ha scosso la vita del cantautore genovese Fabrizio De Andrè: il rapimento in Sardegna. Per raccontarvi questa storia, però, è necessario fare un passo indietro e partire dall’inizio.

Fabrizio De Andrè -che aveva già visitato la Sardegna nel 1968 e ne rimase assolutamente affascinato- nel 1976 decise di lasciare Genova per trasferirsi in una delle isole più belle del Mediterraneo insieme alla sua compagna Dori Ghezzi. Il cantautore -insieme alla sua amata- si trasferì in Gallura (storica subregione sarda), nella campagne di Tempio Pausania.

Il rapimento, il rilascio e l’arresto

Un giorno, però, avvenne l’impossibile. Il 27 agosto del 1979 dei banditi, che si appostarono per giorni e giorni nei pressi dell’abitazione della coppia per sorvegliare, rapirono Fabrizio De Andrè e la compagna Dori Ghezzi. La coppia fu costretta a vivere oltre 100 giorni, quindi più di 3 mesi, all’aperto, in una tenda tra le montagne di Pattada (in provincia di Sassari):

“Ci presero e ci fecero scendere al piano di sotto -ha raccontato Dori Ghezzi a proposito dell’accaduto- ci fecero indossare delle scarpe chiuse e ci fecero uscire da retro della casa. Ci portarono sul sedile posteriore della nostra macchina, una Citroen Diane 6 targata MI e, prima di partire, chiesero a Fabrizio quale fosse l’interruttore per spegnere le luci in giardino.”

Quando poi i rapitori entrarono in contatto col padre di De Andrè, chiesero un riscatto di oltre 2 miliardi di lire, ma -dopo una serie di contatti e contrattazioni- si accordarono per 550 milioni di lire. E, alla fine, dopo circa 117 giorni di prigionia, i due furono rilasciati (prima la Ghezzi e qualche giorno dopo De Andrè). Qualche mese dopo, poi, i rapitori furono intercettati ed arrestati.

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