3 August, 2021, 01:52

Fabrizio de André: 5 brani che sono delle vere e proprie poesie

Quando parliamo di Fabrizio de André stiamo trattando, naturalmente, uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana. Nato a Genova il 18 febbraio del 1940, Faber -questo l’appellativo che gli diede il suo grande amico Paolo Villaggio– è considerato ancora oggi come uno degli artisti più influenti e importanti del cantautorato italiano. Con circa 14 album in studio e numerosissimi altri singoli pubblicati separatamente, in quasi 40 anni di attività ha completamente rivoluzionato il concetto di musica in Italia, scrivendo pagine indelebili nella storia di questo genere. I testi delle sue canzoni raccontano storie di prostitute, emarginati, ribelli e tossicodipendenti passando dalla politica alla religione, fino ad arrivare al concetto di vita e morte. Oggi, proposito di musica italiana e del cantautore genovese, abbiamo pensato ad una speciale classifica per voi: i 5 brani di Fabrizio De Andrè che sono delle vere e proprie poesie.

Fabrizio de André: 5 brani che sono delle vere e proprie poesie: Cantico dei drogati

Cominciamo subito con uno dei brani più crudi di Fabrizio De André: ‘Cantico dei Drogati‘. Estratto dal secondo album di Faber ‘Tutti Morimmo‘ -pubblicato nel 1968, considerato come uno dei primi concept album italiani- il brano “Cantico dei Drogati” è ispirato infatti ad una poesia di Riccardo Mannerini: “Eroina“.

“Ho licenziato Dio -gettato via un amore- per costruirmi il vuoto- nell’anima e nel cuore.”

La ballata dell’amore cieco

Passiamo ora ad un altro grande successo di Fabrizio De André: “La ballata dell’amore cieco, datata 1966. Il contenuto del testo, a dir poco drammatico e crudo, è ispirato in realtà ad una poesia del poeta francese Jean Richepin: “Cuore di mamma“.

“Lei gli disse: ‘portami domani il cuore di tua madre per il mio cane’.”

La città vecchia

Stesso discorso vale per il pezzo “La città vecchia“, pubblicato come singolo -insieme al lato B ‘Delitto di paese‘ nel 1965. Qui il cantautore genovese racconta le storie di quel popolo dimenticato che vive nelle aree malfamate di Genova, in un contesto realistico e toccante.

Il suonatore Jones

Passiamo ora ad un altro storico pezzo del cantautore genovese: “Il suonatore Jones“. Estratto dall’ album del 1971 “Non al denaro, non all’amore né al cielo“, ‘Il suonatore Jones’ -come sicuramente saprete- è tratto dalla raccolte di poesie di Edgar Lee MastersAntologia di Spoon River“.

Si chiamava Gesù

Veniamo ora all’ultimo pezzo di questa speciale classifica dei brani di Fabrizio De André che sembrano delle vere e proprie poesie: “Si chiamava Gesù“. La canzone -pubblicata insieme al singolo ‘Preghiera in Gennaio’- racconta la storia di Gesù dal punto di vista del cantautore genovese.

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