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Cinque canzoni che Keith Richards ha elencato come le sue preferite

Keith Richards è uno dei membri dei Rolling Stones, famosa band che ha letteralmente stravolto la storia della musica, piombando in un periodo tutto particolare, di rinascita, di riconsiderazioni. Considerati l’esatto opposto dei Beatles, fanno ancora parlare di loro nonostante il tempo passato e le intemperie. Oggi, a proposito di Keith Richards, elenchiamo cinque di quelle che reputa le sue canzoni preferite, sebbene non sia mai semplice scegliere.

Little Walter “Key To The Highway”

In un’intervista con Planet Rock nello show Blues Power (Trascritta da Rock and Roll Garage) il famoso chitarrista dei Rolling Stones elenca una serie di canzoni che apprezza particolarmente, tra cui questa di cui dice:

Little Water Jacobs, la sua voce, è così fumoso, quella voce. Voglio dire, dovrei probabilmente dire che è stato il cuore dei Blues di tutti i tempi. Era fantastico. Apparentemente aveva imparato le cose da Louis Armstrong ma non poteva permettersi la tromba, così iniziò a lavorare sull’armonica. È anche il cuore di Muddy Waters e tutti gli altri grandi dischi. Poi ha iniziato a ottenere colpi da solo. È sempre difficile per me sceglierne uno tranne questo solo perché aveva praticamente tutti gli elementi che mi piacciono di Little Water. È una canzone classica e Little Water la uccide. Ascolta l’uomo

John Lee Hooker “Boom Boom”

Sempre nella stessa intervista – così come per le canzoni successive – troviamo quest’altro riferimento. Dopo aver parlato del cantante sopracitato e aver raccontato di un episodio molto divertente, specifica perché nutre questa particolare ammirazione:

Ammiravo John per questo: un grande ragazzo divertente, grande senso dell’umorismo. In modo da incontrare questi ragazzi che hai ascoltato quando eri un ragazzino, poi, a giudicare, gironzola e fai una o due battute […] Chiunque voglia scoprire di cosa tratta il blues, John Lee Hooker, devi ascoltare ‘Boom Boom'”

Otis Redding “These Arms Of Mine”

Otis muore, purtroppo, tragicamente in un incidente quando aveva circa ventisei anni e il chitarrista dei Rolling Stones lo ricorda con tanto affetto e ammirazione:

“Ma Otis aveva una voce che ti strisciava addosso, una tale espressione lì dentro e ha trovato quella cosa a Memphis. Vedi, non sarei andato per ‘Pain In My Heart’, ‘That’s How Strong My Love Is’, ma ‘These Arms of Mine’… mi sono sempre chiesto cosa avrebbe fatto Otis a quest’ora. Ma i buoni muoiono giovani” dice ridendo

Freddie King “Going down”

“Ci sono tanti re, c’è Albert, c’è BB . ovviamente e Freddie King ho pensato di scegliere lui perché ‘Going Down’ è un bellissimo riff. È abbastanza originale e lo canta così bene. Bellissimo riff, grande band”

Robert Johnson “Love in vain”

Un cantante che si è esibito solo due volte in tutta la sua vita, eppure, Keith rimane sempre molto sottile nei suoi apprezzamenti:

Il vero Blues. Voglio dire, da dove tutti gli altri ragazzi di cui abbiamo parlato vengono senza dubbio. Uno dei cantautori Blues più innovativi di tutti i tempi. Un altro che dici ‘Dove l’avrebbe portata (la sua musica)’. Ho scelto ‘Love In Vain’ per primo perché come ‘Rooster’ (la canzone di Howlin’ Wolf) ha una connessione con gli Stones, ma ha anche una bella fragilità riguardo alla sua voce e alla chitarra che la segue. È superbo. Non puoi davvero analizzarlo più che dire ‘wow, questa è la roba’

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