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5 album sottovalutati di band rock leggendarie

Nel corso della loro lunga carriera, diverse band rock sono riuscite ad entrare nella leggenda anche grazie a dischi ben riusciti. Di seguito, vi mostriamo 5 album sottovalutati di gruppi diventati famosi in tutto il mondo. Il pubblico ha spesso lasciato in secondo piano determinati lavori, anche se contengono alcune chicche musicali di pregevole fattura. Scopriamoli insieme, con la chance di poterli apprezzare nonostante siano meno celebrati di altri prodotti discografici.

1. Foo Fighters – One by One

Nella parte iniziale degli anni 2000, i Foo Fighters non erano al massimo del loro splendore. La band era ad un passo dallo scioglimento definitivo, anche perché Dave Grohl aveva deciso di unirsi ai Queens of the Stone AgeOne By One era considerato un po’ come un album di passaggio, con il riff di chitarra di Low e l’intro formidabile di Disenchanted Lullaby ben poco apprezzabili. Ad ogni modo, Overdrive si avvicinava maggiormente al rock nudo e crudo del complesso, così come in Come Back.

2. Radiohead – The Kind Of Limbs

Il rock sperimentale è sempre stato una prerogativa assoluta dei Radiohead. La classe alternativa della band si è vista in album del calibro di Ok ComputerAmnesiac, anche se quest’ultimo era più elettronico. In The Kind Of Limbs, erano presenti alcune tracce apprezzabili come l’ipnotica Bloom e la melodica Lotus Flower. Inoltre, Codex può essere considerata come una delle più belle ballate piano e voce mai realizzate dalla band. Per i Radiohead, un disco discreto che per altri sarebbe stato considerato un capolavoro.

3. The Who – The Who Sell Out

Dopo un inizio del proprio percorso all’insegna del rhythm & blues, i The Who iniziarono una fase di profonda sperimentazione. The Who Sell Out è un album originale, davvero poco considerato dagli esperti. Brani del calibro di I Can See For MilesRael mettono in mostra la forte vena compositiva di Pete Townshend. La band dimostrò di essere in grado di realizzare anche canzoni pop accattivanti. Un disco di fine 1967 che era ben inquadrato nel suo periodo storico.

4. Oasis – Standing On The Shoulder Of Giants

Verso la fine degli anni ’90, gli Oasis avevano raggiunto il loro picco grazie ad un disco come Be Here Now. Un periodo di pausa aveva fatto credere ai fan che l’epopea della band fosse finita. Quando i fratelli Gallagher tornarono in studio, realizzarono l’album Standing on the Shoulder of Giants. Un lavoro sottovalutato, ma con brani di pregevole fattura come Go Let It OutGas Panic!. A metà strada tra ritmi retrò e pezzi più disturbanti. Non esattamente uno spettacolo indimenticabile, ma un buon esempio di rock psichedelico.

5. Rush – Vapor Trails

Risale al 2002 questo album poco noto dei Rush. Il trio canadese si ripresentò con Vapor Trails, un esempio di progressive rock di ultima generazione migliore di quanto potesse sembrare. Il disco non nacque sotto una buona stessa, dato che un anno prima il batterista Neil Peart aveva perso moglie e figlia. Si pensava addirittura che la band rock potesse sciogliersi, ma l’album si rivelò molto interessante e costituì un ottimo punto di svolta.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)