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5 Band che hanno portato la musica Rock in Italia

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia si avviò lentamente verso la rinascita, affidando le speranze dei giovani a quella che, al tempo, veniva definita musica “leggera”. Rispetto alla rivoluzione creativa che, in quello stesso periodo imperversava negli Stati Uniti e che, di li a poco, avrebbe raggiunto anche il Regno Unito, l’italia si relegava ad una tradizione di musica melodica e prettamente commerciale. Del resto, il popolo italiano era reduce da anni di amara tragedia, per i quali sarebbe stato comprensibile un ritorno alla spensieratezza tipico della musica leggera degli anni ’50.

Ad ogni modo, il trionfo di Domenico Modugno, nel 1958, al Festival di Sanremo con “Nel Blu Dipinto Di Blu” sembrò delineare un momento di rottura con il conservatorismo del passato. Oggettivamente, però, siamo ancora lontani dalla forza dirompente con cui la musica Rock cresceva vistosamente oltreoceano. In ogni caso, le condizioni sociali e il background culturale che favorirono la nascita di quel tipo di musica in America erano ben diverse da quelle in cui verteva il Belpaese. La fascia giovanile a cui il Rock N’Roll si rivolgeva negli Stati Uniti, in Italia sembrava ben poco interessata a rivoluzionare i propri paradigmi. In questa classifica, analizziamo cinque figure, tra gruppi e artisti che hanno contribuito alla diffusione del Rock in Italia come fenomeno di costume attraverso le epoche.

5) Elvis Presley

Le inflessioni dei soldati americani stanziatisi nelle basi italiane dopo la Guerra contribuì in modo particolare ad avvicinare i giovani alla musica Rock del tempo. La nostra storia, in questo caso, comincia nella zona urbana di Napoli in cui, gli alleati cominciarono a diffondere in modo capillare i sentimenti decisi e rivoluzionari infusi dal Rock N’Roll di artisti come Elvis Presley. Fu così che i più audaci aprirono sale da ballo, organizzarono festival e cominciarono a cimentarsi in prima persona nella musica, cavalcando l’onda di un fenomeno sempre più in voga tra i giovani italiani.

4) The Beatles

Il 24 Giugno del 1965, i Beatles sbarcarono all’ippodromo Vigorelli di Milano. Saremmo portati a pensare che, di quel concerto, possa essere facile ricordare folle in sommossa e centinaia di giovani in trepidazione all’idea di assistere ad un concerto dei mitici Fab Four. I posteri, però, forniscono una versione completamente diversa da questa. I Beatles si esibirono davanti a 7000 persone durante il giorno e 19 mila alla sera, a discapito dei 22 mila posti disponibili all’epoca. La Beatlesmania avrebbe imperversato solo poco tempo dopo in Italia. In ogni caso, il concerto è passato alla storia per i volumi e la strumentazione massiva con cui la band si esibiva. Nessuno, fino ad allora, aveva mai proposto musica a livelli così alti.

3) Jimi Hendrix

Il 23 maggio del 1968, l’arrivo di Jimi Hendrix al Piper di Milano destò enorme clamore. Il concerto cominciò in ritardo a causa di una serie di incomprensioni sorte alla dogana dell’aeroporto di Linate.  I giornalisti travolsero Hendrix mentre i controlli ispezionavano insistentemente gli amplificatori in cerca di droga nascosta. Quel giorno, il leggendario chitarrista avrebbe dovuto tenere due set in due diverse fasce orarie. A causa degli impedimenti suddetti, Hendrix dovette esibirsi in enorme ritardo alle 22.30. Gli spettatori, in assoluto disappunto decisero di occupare la sala sovraffollandola. Quella sera fu un successo, il Rock nella sua forma più cruda ed incendiaria aveva finalmente toccato le sponde italiche.

2) Pink Floyd

15 luglio 1989. I Pink Floyd erano già entrati a pieno titolo nella storia moderna del nostro paese con il celeberrimo Live At Pompeii del 1971. Ciò che accadde a Venezia, però, continua a riecheggiare nei cuori di chiunque. Un evento magico che seppe distruggere le barriere dei pregiudizi, esplodendo in un tripudio di musica e colori riflessi a specchio nella laguna veneziana.

1) Nirvana

Le date italiane dei Nirvana nel 1994 segnarono la fine di un’era, in Italia, come nel mondo. La morte di Kurt Cobain sarebbe sopraggiunta poco dopo. Anche le speranze dei giovani nella musica cominciarono ad affievolirsi insieme alla figura di colui che, in pochi anni, era riuscito a rivoluzionare un’intera generazione.

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)