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La casa abbandonata dei Pink Floyd (VIDEO)

L’opera dei Pink Floyd è, spesso, associata ai luoghi meravigliosi in cui è stata incisa. Dall’iconica Abbey Road all’altrettanto emblematica casa galleggiante Astoria. Negli anni ’80, David Gilmour ha vissuto in un palazzo del 1580 costruito, in origine, per accogliere un vescovo. Ad oggi, la casa è abbandonata, ma pare che il chitarrista dei Pink Floyd abbia registrato il tredicesimo album della band, A Momentary Lapse Of Reason in quell’edificio. Il produttore che ha affiancato gruppi come gli Yes per molti anni, Trevor Horn, ha posseduto la casa fino al 2007, prima che la moglie passasse a miglior vita. Quindi, non tutti gli effetti ritrovati nello stabile sono appartenuti a David Gilmour.

Ad oggi, la casa è completamente abbandonata e non verte nelle migliori condizioni. Sembrerebbe quasi incredibile che, su quel pavimento, si siano intrecciati alcuni tra i passi più importanti nella storia del Rock. Nonostante sia ancora piena di suppellettili, soprammobili ed altri oggetti relativamente personali, infatti, sembrerebbe che l’identità musicale, fortissima in quel contesto, sia definitivamente scomparsa, prosciugata via dalle mura madide d’arte della residenza appartenuta ad uno dei chitarristi più influenti del mondo.

Esplorare la casa dei Pink Floyd attraverso un video amatoriale

La casa del chitarrista dei Pink Floyd si erge su un enorme giardino, ricco di rovi ed alberi meravigliosi. L’entrata è costituita da un magnifico cancello in ferro battuto. Nulla sembra lasciato al caso, nonostante l’abitazione si presenti particolarmente elegante e mai eccessivamente sfarzosa. L’esterno è dominato da tegole scure e mattoni, mentre gli interni sono interamente in legno. I larghi finestroni con gli infissi neri lasciano trasparire una luce naturale molto piacevole. Dati i presupposti, sembrerebbe facile trovare ispirazione in un luogo del genere. La villa sembra quasi una fortezza. Possente e ricca di comodità.

L’abitazione del frontman dei Pink Floyd si divide in più piani, dove le stanze sono ampie e perfettamente divise. Lo scenario rappresentato nel video, mostra un’abitazione lasciata in tutta fretta. Senza il tempo di affrontare un trasloco e lasciando la maggior parte delle cose in balia dell’usura del tempo. Si tratta, sicuramente di una scelta lascivia tenendo conto del cospicuo valore della casa, ma in ogni caso, ha aiutato gli audaci giovani autori del video di immergersi in una realtà ricca di nostalgia, cultura e storia del patrimonio musicale di tutto il mondo. Lo stabile si trova in Gallowstreet Common ed ha un valore stimato di 13 milioni di dollari.

A Momentary Lapse Of Reason, la celebrazione di un ricordo

Sul finire degli anni ’80, i Pink Floyd o, almeno, ciò che ne restava, pubblicarono il loro tredicesimo album in studio. Le tendenze musicali dell’epoca avevano, repentinamente, soffocato l’ondata progressive degli anni ’70 di cui i Pink Floyd furono protagonisti, gettando il panorama nell’inquietudine più totale. Gli anni ’80 vengono dominati dal mito libertino del Glam Metal, dal virtuosismo degli shredder di primo pelo e dai riff ruggenti perfetti per la pista da ballo, il concerto in arena ed il party scatenato.

Ciò che rimane dell’opera immensa dei Pink Floyd negli anni ’80 sono le meravigliose distese sonore delle chitarre di David Gilmour, l’immensità dei tecnicismi istrionici di Richard Wright ed il buon senso della batteria di Nick Mason. A Momentary Lapse Of Reason è un atto celebrativo di ciò che i Pink Floyd avevano, fino ad allora, regalato al genere umano.

Nonostante, in quegli anni, le performance di David Gilmour dal vivo fossero tra le migliori e, fu proprio al tramonto degli anni ’80 che la band di The Dark Side Of The Moon regalò al mondo uno dei concerti più memorabili di sempre, a Venezia; infatti, la critica non rispose affatto bene al rilascio dell’album, gettando i Pink Floyd in un clima di tensione particolarmente lacerante. Il torpore musicale nel quale i Pink Floyd piombarono nel corso di quel decennio, si allontanerà solo negli anni ’90, con l’uscita del meraviglioso album The Division Bell.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)