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5 canzoni dei Led Zeppelin scritte da altri artisti

I Led Zeppelin sono una band fondamentale per la storia del Rock. Il loro apporto sulla scena musicale moderna è profondissimo. Nel corso degli anni, Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones ed il compianto John Bonham, hanno saputo affermarsi come dei punti di riferimento assoluti nei loro ambiti musicali. Considerato all’unanimità il padre dell’Hard Rock, il gruppo ha messo la firma su alcune delle pietre miliari più evocative nella storia della musica moderna. L’ascesa fulminea dei Led Zeppelin, avvenne nel segno di una commistione sonora eclettica quanto aggressiva. Chitarre ruggenti si intersecavano con linee vocali sublimi, batterie feroci e sezioni ritmiche del basso meticolosamente orchestrate.

Sebbene la leggenda dei Led Zeppelin sia culminata in tragedia, con la scomparsa, in circostanze catastrofiche, dell’iconico batterista, nel 1980, la loro opera echeggia attraverso i decenni; dimostrandosi eterna e continuando ad appassionare migliaia di giovani, spingendoli verso la musica. Le attitudini innate dei Led Zeppelin, del resto, elevarono le loro figure, fino a cospargerle di un misticismo brillante; condizione che, ben presto, sarebbe arrivata ad essere deleteria per i membri stessi della band. Nonostante i Led Zeppelin abbiano spinto la propria opera oltre ogni limite in termini avanguardistici, alcune delle loro canzoni più famose vennero, in realtà, scritte da altri artisti. In quest’articolo, abbiamo raccolto alcuni dei brani più famosi della band del dirigibile che, in realtà, non vennero date alla luce da loro.

5) Babe I’m Gonna Leave You

I Led Zeppelin reinterpretarono Babe I’M Gonna Leave You, rendendolo uno dei brani più famosi nella storia del Rock. La traccia, però, non fu scritta da alcun membro della band, essendo stata composta da Joan Baez. Nel corso di numerose interviste, Jimmy Page e Robert Plant si dissero grandi fan dell’opera della cantautrice, ciò nonostante, non le fu mai attribuito il merito per la canzone.

4) You Shook Me

Il brano venne scritto da Willie Dixon ed interpretato da Muddy Waters. You Shook Me è stata oggetto delle reinterpretazioni di Jimmy Page con i Led Zeppelin e dell’ex Yardbirds Jeff Beck. Al riguardo, Page spiegò che, avendo gusti musicali simili, sarebbe stato prevedibile avere alcune canzoni uguali a quelle dell’amico e collega in scaletta. I due chitarristi, comunque, rivelarono che la canzone avesse lasciato sorgere numerose controversie riguardo la sua pubblicazione, poiché entrambi erano preoccupati del fatto che la versione di uno sarebbe stata identica a quella dell’altro.

3) I Can’t Quit You Baby

Tra le canzoni erroneamente attribuite ai Led Zeppelin, ma scritte da altri artisti, figura I Can’t Quit You Baby; ancora una volta, originariamente firmata da Willie Dixon. L’autore pubblicò la traccia solo tre anni prima che l’iconica band la inserisse nel suo album di debutto.

2) Whole Lotta Love

La versione originale della canzone era intitolata You Need Love. Sebbene i Led Zeppelin abbiano reso Whole Lotta Love un tassello importantissimo nel grande mosaico della storia del Rock, il brano venne scritto da Dixon che, anni dopo, decise di fare causa alla band; vincendo. A seguito delle controversie nate a causa del brano, Robert Plant si espresse al riguardo dicendo che il riff di Jimmy Page fosse suo e di nessun altro e che fosse stato lui ad utilizzare il testo del brano per la parte vocale. Robert Plant aggiunse che nessuno di loro avrebbe pensato che gli Zeppelin avrebbero raggiunto un successo tale da essere portati in tribunale per una canzone.

1) Nobody’s Fault But Mine

Nobody’s Fault But Mine venne scritta da Blind Willie Johnson. Si tratta di una canzone Gospel che, nel corso degli anni, è stata reinterpretata da moltissimi artisti, nonostante sia tra le canzoni maggiormente attribuite ai Led Zeppelin. La prima versione della traccia venne rilasciata nel 1927, intitolata It’s Nobody’s Fault But Mine. Nel corso di un’intervista, Jimmy Page si espresse in merito al brano, dicendo: “Fu Robert a suggerire di fare una cover della canzone. L’arrangiamento con cui decisi di accompagnarla, però, non aveva nulla a che vedere con la versione di Blind Willie Johnson. Robert voleva attenersi al climax Blues delle origini, ma il climax strumentale era completamente diverso”.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.