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5 motivi per cui Dark Side Of The Moon è un successo planetario

L’opera dei Pink Floyd rappresenta uno dei punti più alti nella cultura musicale moderna. Brillante ed eclettica, la loro musica riecheggia come inno generazionale e contrasta l’erosione del tempo che, molto spesso, ha segnato il declino di altri gruppi. La lisergia con cui la musica dei Pink Floyd ha idilliato i propri ascoltatori è da ricercare in diversi fattori. L’apporto emotivo con cui la band si è interfacciata ai processi compositivi con cui hanno scritto interi capitoli della storia del Rock è davvero altissimo.Esistenze travagliate e segnate dai traumi che, ad oggi, continuano a tormentare la mente creativa del loro paroliere, Roger Waters, hanno indescrivibilmente elevato la discografia della band. Dark Side Of The Moon è l’ottavo album in studio dei Pink Floyd.

Un capolavoro che ha, definitivamente, segnato la carriera dei Pink Floyd, allontanandoli dall’universo psichedelico su cui il genio di Syd Barrett imperversò ai loro esordi.  In questa classifica abbiamo raccolto 5 tra i motivi principali che, il batterista dei Pink Floyd, Nick Mason, attribuisce al successo di Dark Side Of The Moon attraverso la biografia ufficiale della band, Inside Out.

5) La composizione in Dark Side Of The Moon

La prima ragione per cui Dark Side Of The Moon ha riscosso tanto successo, secondo Nick Mason, sarebbe da ricercare nella coesione compositiva con il quale il disco è stato scritto. Secondo il batterista, la connessione tra gli argomenti trattati nei vari brani è talmente forte da fornire un quadro chiarissimo dei concetti di alienazione legati alla vita moderna e al responso universale con cui, le fattispecie prese in esame, catturano l’immaginazione degli ascoltatori.

4) La qualità delle strumentali

Nel suo libro, Nick Mason mette in risalto la significanza delle sezioni strumentali presenti in Dark Side Of The Moon; definendo l’apporto di Richard Wright e David Gilmour sull’opera, fondamentale. “La qualità musicale proposta dalla chitarra di David e dalle tastiere di Rick – spiega – ha definito un baluardo del sound dei Pink Floyd. Il sax di Dick Parry – aggiunge – ha contribuito a dare all’album delle sfumature più catchy”.

3) L’artwork di Dark Side Of The Moon

La collaborazione tra i designer di Hypgnosis e i Pink Floyd, è rimasta iconica e salda nel corso degli anni come l’amicizia tra i membri della band, Storm Torgherson, autore delle copertine più famose del gruppo e Aubrey “Po'” Powell. Per Dark Side Of The Moon, Storm e i Pink Floyd scelsero di imprimere sulla confezione del disco un’immagine d’impatto che, col senno di poi, ha caratterizzato un tratto assolutamente distintivo per il disco. L’immagine del prisma, infatti, rimane ancora oggi, tra le più diffuse e commercializzate nella storia della musica.

2) La spinta dell’etichetta discografica

Secondo Nick Mason, l’etichetta discografica con la quale firmarono, la Capitol Records, non diede la giusta importanza, inizialmente, al lavoro della band. Reputandolo semplicemente, come un tentativo sperimentale di fare Acid Jazz. Quando i membri dei Pink Floyd chiarirono la loro posizione, definendosi una Rock Band, l’ esecutivo della label,  Bhaskar Menon, decise di spingere pesantemente le vendite e le proposte per Dark Side Of The Moon, in giro per il mondo.

1) Il lavoro di produzione

La presenza esclusiva di Alan Parsons al banco per la produzione, ha concesso prestigioso lustro al disco. L’album, inciso in alta fedeltà, entrò sul mercato nel periodo in cui, questa procedura cominciò a diventare uno standard richiestissimo dagli amatori. Il batterista ha ricordato il tempismo perfetto, quanto involontario, con cui i Pink Floyd rilasciarono uno dei loro più grandi successi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)