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5 motivi per i quali i Pink Floyd hanno fatto la storia della musica

I Pink Floyd, senza dubbio, hanno contribuito a fare la storia della musica e, per certi versi, sono riusciti a determinare molto in quella naturale evoluzione che ha portato la musica a cambiare. Si tratta di una band che, al di là di false considerazioni, può definirsi spaziale ed è riuscita a piantare dei pilastri nella storia, mostrandosi come la più importante entità di un’epoca meravigliosa dal punto di vista artistico. Se i Pink Floyd sono riusciti, però, a ottenere ciò che gli riconosciamo ogni giorno, il merito è sicuramente di alcune considerazioni che vanno necessariamente fatte, e che vi riassumiamo nei 5 motivi per cui i Pink Floyd hanno fatto la storia. 

La sperimentazione musicale dei Pink Floyd

Primo e fondamentale tra i cinque motivi per i quali i Pink Floyd hanno fatto la storia della musica è sicuramente quella grande e intensa sperimentazione musicale che ha portato la formazione britannica ad adattarsi a contesti e generi musicali del tutto differenti tra di loro. Non parliamo di vero e proprio eclettismo, o di adattamento alla tendenza artistica di un’era o di un periodo, ma della capacità di non fermarsi mai ad un dato progresso musicale, cercando sempre quel qualcosa in più che ha caratterizzato il motore di una continua evoluzione artistica della band. 

Dal progressive allo psichedelico, passando per quelle sonorità rock che caratterizzano alcuni dei grandi capolavori, i Pink Floyd hanno caratterizzato una band con grandi pregi dal punto di vista prettamente strumentale.

L’ideologia e il pensiero di Roger Waters

Che lo si apprezzi o meno, Roger Waters è stato il pilastro ideologico, politico e morale dei Pink Floyd, e ha contribuito alla formazione di quel pensiero comune che ha alimentato i grandi capolavori, di cui vi faremo successivamente menzione. Se una band realizza una canzone dai temi forti allora si può parlare di impegno artistico, se la canzone diventa album allora si coglie la capacità di non scadere in temi facili e di facile presa, ma se tutte le canzoni di un’intera discografia evidenziano un ricorso a quel pensiero così tanto importante, allora non si può non sottovalutare come alla base di tutte le opere ci sia un vero e proprio pilastro.

L’abbandono di Roger Waters ha evidenziato essenzialmente questo: non tanto uno scadere artistico della band, che ha conservato quella sua grande impronta, ma una perdita parziale di quel ricorso all’ideologia che era stata forte con Roger Waters.

I grandi capolavori della band

Ne abbiamo precedentemente parlato, accennandovi i grandi capolavori della band, e non possiamo non citare i più grandi prodotti che siano mai stati realizzati dalla formazione. The Dark Side of the Moon, The Wall, Wish You Were Here… sono stati tutti album di incredibile livello, a cui si aggiungono Animals, Ummagumma, The Division Bell, altri prodotti che rimangono nella storia e che la storia l’hanno creata. Quando si realizzano così tanti capolavori non si può non lasciare indissolubilmente il segno, quindi, per quanto possa essere banale, ciò caratterizza quel successo storico e immortale che la band ha avuto.

I temi e il significato dei testi dei Pink Floyd

Partendo in generale dai grandi capolavori e scendendo nel dettaglio dei singoli brani, grande pilastro del successo della band è stato quel continuo inserire temi di grande livello e significati anch’essi importantissimi, che hanno caratterizzato un elevarsi rispetto a quel tasso di mainstream artistico che ha spesso dominato le epoche musicali.

Basti considerare quel senso di alienazione che governa The Wall, il tema della morte espresso in modo leggiadro ed egregio in The Great Gig In The Sky.

Le collaborazioni con artisti e produttori

Ultimo tra i motivi che hanno determinato il successo dei Pink Floyd e il loro fare la storia della musica è, senza dubbio, quella continua collaborazione con artisti, musicisti e produttori che ha caratterizzato un modo per cedere a quel continuo confrontarsi con culture, anime e talenti differenti: la band, anche nel periodo in cui non c’era astio tra i membri, si è sempre affidata a tante anime esterne alla formazione, e questo ricorso è diventato ancor più fondamentale dopo l’abbandono di Roger Waters. Un esempio è rappresentato da A Momentary Lapse of Reason, in cui i musicisti che hanno partecipato sono i seguenti:

  • Michael Landau – chitarra
  • Tony Levin – basso, Chapman Stick
  • Richard Wright – pianoforte, voce, Kurzweil, organo Hammond
  • Bob Ezrin – tastiera, percussioni
  • Jon Carin – tastiere aggiuntive
  • Bill Payne – organo Hammond
  • Pat Leonard – sintetizzatore
  • Carmine Appice, Jim Keltner – batteria
  • Steve Forman – percussioni
  • Darlene Koldenhaven, Carmen Twillie, Phillis St. James, Donnie Gerrard – cori
  • John Halliwell – sassofono
  • Scott Page – sassofono tenore
  • Tom Scott – sassofono alto e soprano

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.