I cinque peggiori album dei Pink Floyd

Riuscire a realizzare un articolo di questo tipo, non è assolutamente facile. Per una serie di ragioni: in primo luogo la componente soggettiva è fondamentale nella scelta di quelli che sono i titoli che saranno citati all’interno di questa lista; in secondo luogo, proprio in virtù della componente soggettiva citata precedentemente, nessun giudizio è dimostrabile al 100% ma possono essere scelti soltanto alcuni elementi tali da giustificare una determinata scelta. Per chi ama e amato i Pink Floyd non esiste un prodotto che sia negativo o uno che sia migliore di un altro. Esistono certamente gli album che rientrano a far parte di un vero e proprio Olimpo musicale e altri che, invece, non meritano la stessa nomina. Per questo motivo, anche se un po’ provocatoriamente, vogliamo parlarvi dei 5 peggiori album dei Pink Floyd.

A Momentary Lapse of Reason

Il primo album che sia stato realizzato dai Pink Floyd in assenza di Roger Waters e probabilmente il peggiore album della band. Si tratta del tredicesimo disco in studio dei Pink Floyd, pubblicato in assenza di Roger Waters e con la figura di Rick Wright anch’essa assente, se non in alcune collaborazioni al piano e con l’organo Hammond.

I motivi che ci portano a scegliere quest’album come uno dei cinque peggiori che siano stati realizzati dai Pink Floyd sono di diverso tipo: innanzitutto sembra essere troppo numerosa la collaborazione di musicisti ospiti, che rendono poco chiaro il percorso musicale che i Pink Floyd volevano intraprendere in assenza di un leader ideologico come Roger Waters. In quest’album, come mai era accaduto prima, la presenza di David Gilmour diventa inevitabilmente preponderante, e ciò si traduce nel fatto che il cantante abbia scritto praticamente tutti i brani e abbia diretto tutte le fasi della lavorazione. In definitiva, Il tredicesimo album in studio dei Pink Floyd non può certamente ritenersi un prodotto negativo, ma di sicuro di livello più basso rispetto ai precedenti.

More

Il terzo album in studio dei Pink Floyd è una colonna sonora realizzata per il film More. Pubblicato il 27 luglio del 1969, il disco ha ricevuto critiche essenzialmente negative dai migliori quotidiani e critici del tempo.

Ci sentiamo in accordo con le recensioni negative che si sono succedute nel corso degli anni. L’album non riesce a mostrare tutte quelle che sono le peculiarità dei Pink Floyd, nè della band che ha realizzato i grandi capolavori come The Dark Side Of The Moon, né di quella formazione che invece era stata influenzata dalle sonorità e dall’ideologia di Syd Barrett. In un limbo che fa sì che la formazione non abbia una sua definizione vera e propria, influisce anche il fatto che l’album sia, in sé per sé, nient’altro che una semplice colonna sonora, per quanto qualitativamente ben realizzata.

The Endless River

L’ultimo album in studio che è stato pubblicato dai Pink Floyd sembra essere il frutto dei tempi: una band stanca, ancora una volta priva di tutto quel trasporto ideologico che era dettato dai primi anni e dagli anni migliori, frutto soprattutto delle scissioni e delle reunion che non hanno portato a nulla di estremamente positivo. Ne deriva un album essenzialmente strumentale, in cui l’unica voce è quella di Stephen Hawking nella campionatura presente in Talkin’ Hawkin. Nulla di, naturalmente, equiparabile con i grandissimi successi dei Pink Floyd.

The Final Cut

Il dodicesimo album dei Pink Floyd rappresenta, secondo il nostro giudizio, uno dei peggiori album che siano stati realizzati dalla formazione britannica. Si tratta di un concept album che vede, per l’ultima volta, la presenza di Roger Waters nella formazione, che ha un ruolo così tanto negativo da giustificare l’abbandono futuro.

La sua presenza tende a eclissare totalmente tutti gli altri musicisti, con David Gilmour che ha un unico spazio nella strofa di Not Now John. Per il resto è il solo Waters ad essere autore e voce solista di tutti e dodici i pezzi, con l’assenza di Richard Wright che è frutto delle divergenze che c’erano state tra i due nei mesi precedenti. Insomma, le vicissitudini personali sono più che mai presenti all’interno di questa album, che per questo motivo non poteva che essere negativamente influenzato dalle stesse.

Obscured by Clouds

Terminiamo questa nostra lista degli album peggiori dei Pink Floyd con la presenza di Obscured by Clouds, il settimo album in studio dei Pink Floyd realizzato come colonna sonora del film La Vallée. Ancora una volta il fatto che un album sia relegato a semplice colonna sonora ne snatura le intenzioni, dal momento che, nonostante l’album sia di ottima fattura, non può che essere influenzato negativamente dalle esigenze cinematografiche cui è predisposto.

Non solo, dal momento che l’album è stato realizzato in un periodo in cui Pink Floyd erano impegnati a comporre The Dark Side Of The Moon, a dimostrazione di quanto scarsa fosse la concentrazione su quest’album da cui, essenzialmente, è stato ricavato un solo singolo, trasmesso anche con una certa regolarità nelle radio statunitensi. Dell’album comunque vanno salvate alcune perle, come Free Four e Absolutely Curtains, ultima traccia dell’album di grandissimo livello.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.