gtag('config', 'UA-102787715-1');

7 band rock di breve durata che hanno segnato la storia della musica

Ci sono band rock che riescono ad andare avanti per oltre mezzo secolo, entrando nell’immaginario collettivo del pubblico anche grazie alla loro capacità di restare sempre insieme. Altri complessi, invece, durano solo per poco tempo, ma quel periodo è sufficiente per fare in modo che entrassero nella storia della musica. Ecco 7 band rock che hanno avuto un percorso fulmineo, travolta tragico, ma capaci di avere un impatto straordinario sul proprio genere e non solo. La lista è stata tratta dal sito Internet Ultimate Guitar.

1. Cream (1966-68)

Oggi i Cream sono conosciuti nel mondo dello spettacolo per la presenza passata di Eric Clapton. Due anni di percorso furono più che sufficienti per Eric, John Mayall e Ginger Baker per dare vita ad un progetto di grande successo. Il chitarrista aggiunse anche il bassista Jack Bruce, che in passato era stato un forte rivale di Baker nell’altro gruppo The Graham Bond. Fu proprio a causa di queste frizioni interne che il complesso durò ben poco, ma riuscì comunque a lasciare un’impronta indelebile nella storia del rock.

2. Creedence Clearwater Revival (1967-72)

Dopo il primo progetto The Blue Velvets, John Fogerty, il fratello John, Stu Cook e Doug Clifford decisero di dare vita ai Credence Clearwater Revival, su consiglio dell’etichetta discografica Fantasy. L’album omonimo di debutto fu molto apprezzato e diede inizio a quattro anni di soddisfazioni indimenticabili. Tuttavia, l’addio di Tom e le difficoltà di John a tenere unito il resto del gruppo furono le cause scatenanti di uno scioglimento senza la gloria meritata.

3. Joy Division (1978-80)

Nel 1978, a Salford nacquero i Joy Division, tra le band rock britanniche più apprezzate verso la fine di quel decennio. La voce di Ian Curtis guidò anche Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris, puntando su una sorta di post-punk con venature malinconiche. L’EP d’esordio An Ideal For Living e il disco Unknown Pleasures sono andati molto forte, ma la morte di Curtis mise praticamente fine alla magia. Oggi sono considerati come gli antenati del cosiddetto rock gotico

4. The Smiths (1982-87)

Nel 1982, a Manchester si sono formati gli Smiths, con la voce di Morrissey e la collaborazione dei musicisti Johnny Marr, Andy Rourke e Mike Joyce. In cinque anni di carriera, hanno pubblicato quattro album in studio e respinto ogni influenza dance-pop, puntando sulla purezza del post punk. Ancora oggi sono apprezzati perché emersi da una scena indipendente di assoluto rilievo, nonostante si siano sciolti per divergenze personali.

5. Operation Ivy (1987-89)

Gli antenati dello ska punk sono stati gli Operation Ivy. La band californiana di Jesse Michaels, Matt Freeman, Tim Armstrong e Dave Mello risvegliò il punk grazie all’EP Hectic e al primo album in studio Energy, che però rimase anche l’unico. La band si rifiutò di avvicinarsi alle grandi case discografiche e si sciolse dopo due anni, nei quali organizzò oltre 200 spettacoli live. Freeman e Armstrong crearono il progetto RancidOperation Ivy, invece, ispirò numerose band punk successive.

6. Mother Love Bone (1987-90)

Forse non tutti sanno che dai Mother Love nascono gli attuali Pearl Jam. Ad ogni modo, questo progetto durò solo tre anni a causa del tragico decesso del leader Andrew Wood, morto per un’overdose di eroina pochi giorni prima dell’uscita dell’unico album della band, Apple. In caso contrario, il complesso sarebbe potuto entrare nell’Olimpo del grunge, anche grazie alla voce fuori dal comune di Wood. Quest’ultimo sarebbe stato poi sostituito da Eddie Vedder. Il resto può essere immaginato.

7. Jeff Buckley (1994-97)

Concludiamo con una vera leggenda della musica, durata fin troppo poco. Jeff Buckley ha pubblicato un unico album in studio, Grace. Un lavoro delicato, intenso, che rese Jeff un autentico eroe musicale. Morì all’età di soli 30 anni, molto probabilmente risucchiato da un battello mentre si immerse nel fiume Mississippi. Una fine assurda, che però contribuì a renderlo a suo modo un mito, soprattutto grazie ad una classe fuori dal comune.

Share

Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)