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The Smiths, storia dell’album che fece diventare vegetariano Thom Yorke

The Smiths sono stati un’importante band del panorama musicale di genere alternative rock. I loro album si sono distinti per tematiche molto impegnate, ma anche popolari. Un loro album in particolare, Meat is murder, tratta il tema del vegetarianismo. Thom Yorke, cantante dei Radiohead, ha affermato che con l’ascolto dell’album degli Smiths ed in particolare dell’omonima canzone, si è deciso a diventare vegetariano.

Morrisey e Johnny Marr si espongono politicamente

L’album di debutto degli Smiths aveva ricevuto diversi commenti che cercavano di far luce su alcuni significati, attribuendo loro anche determinate posizioni politiche. Morrisey e Johnny Marr, rispettivamente cantante e chitarrista, non erano convinti del loro primo lavoro e volevano creare qualcosa che li rappresentasse di più. Così nacque il secondo album, Meat is murder che già dal titolo rivela una presa di posizione pro-vegetariana molto esplicita. In generale l’album affronta tematiche sociali ed autobiografiche. Per fare qualche esempio, The Headmaster Ritual, la prima canzone, è una forte denuncia nei confronti dei metodi educativi estremamente violenti delle scuole del Manchester, che Morrisey ha frequentato. Anche Rusholme Ruffians tratta della violenza, stavolta in un quartiere malfamato sempre di Manchester e, come I Want the One I Can’t Have e Nowhere Fast affronta le problematiche delle classi meno abbienti che devono convivere con la povertà e lo sfruttamento

Meat is murder e il vegetarianismo

La canzone che dà il titolo all’album non lascia spazio all’immaginazione: nell’incipit si sentono versi di animali e nel testo si denuncia il loro trattamento e si prende una chiara posizione in merito. Do you know how animals die? chiede ad un certo punto la canzone. Uccidere degli animali è considerata una morte senza ragione e di conseguenza un assassinio.

“Heifer whines could be human cries
Closer comes the screaming knife
This beautiful creature must die
A death for no reason
And death for no reason is murder.
And the flesh you so fancifully fry
Is not succulent, tasty or kind
It’s death for no reason
And death for no reason is murder
And the calf that you carve with a smile
Is murder
And the turkey you festively slice
Is murder
Do you know how animals die?”

In un’intervista a NME nel 1984, Morissey ha dichiarato:

“È una dichiarazione diretta. Di tutti i possibili temi politici esaminati, le persone sono ancora vagamente preoccupate circa il trattamento degli animali. Sembrano ancora credere che la carne è una sostanza particolare non collegata direttamente agli animali che girano in quel campo laggiù. La gente non si rende conto di come orribilmente e spaventosamente l’animale arriva al piatto”.

Come i The Smiths influenzarono Thom Yorke

Thom Yorke è un cantautore e cantante della band Radiohead che ha sempre ascoltato gli Smiths, facendone anche diverse cover.

Thom Yorke è diventato vegetariano proprio grazie alla loro influenza. Ha spiegato meglio le ragioni di questa sua decisione quando è stato intervistato a proposito di un film un documentario dal titolo “Eat it!” sull’etica del consumo di carne. Alla domanda “cosa ti ha spinto a smettere di mangiare carne?”, ha risposto:

“Un elenco di cose che immagino. La prima cosa è stata Meat is Murder, The Smiths. La seconda cosa era ammalarsi continuamente ogni volta che mangiavo carne – mi stavo solo ammalando molto e la terza cosa è che ho iniziato ad uscire con questa ragazza e volevo impressionarla, quindi ho fatto finta di essere sempre stato vegetariano e mi sono subito sentito molto meglio, molto più sano. Ero preoccupato, come molte persone, del fatto che non otterrai tutte le cose di cui hai bisogno nella tua dieta, ti ammalerai in continuazione, ma in realtà mi è successo l’esatto contrario, quindi non ho mai guardato indietro, non è mai stato un problema”.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.