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Il più grande sogno infranto di Dave Grohl: “Avrei voluto suonare con…”

La carriera di Dave Grohl è stata ciò che tutte le rockstar vorrebbero, nonostante gli alti e i bassi, la sofferenza per la morte di Kurt Cobain e l’esigenza – morale e fisiologica – di doversi ricreare, attraverso altri contenuti, progetti, dinamiche e modi di portare avanti la concezione di musica. Il batterista dei Nirvana, poi diventato frontman e leader indiscusso dei Foo Fighters, è riuscito a rendere la sua passione un motivo di successo, e questo può considerarsi un traguardo più che notevole. Eppure, in una carriera così tanto felice, non manca un rimpianto: Dave Grohl avrebbe voluto suonare con gli AC/DC. 

Le dichiarazioni di Dave Grohl sul suo desiderio di suonare con gli AC/DC

Proprio così: se c’è qualcosa che Dave Grohl rimpiange di non aver fatto è suonare con gli AC/DC, band che ha ispirato la scena rock mondiale, stravolgendola completamente. La formazione australiana ha avuto numerosi problemi strutturali negli ultimi anni, e un cantante come Axl Rose ha potuto avere l’onore di prestare la voce per la storica rock ‘n’ roll band, destino che avrebbe voluto avere anche Dave Grohl.

In merito alla possibilità di suonare per gli AC/DC, Dave Grohl non ha mai nascosto il suo desiderio: «[Sogno di suonare] Con gli AC/DC. Certo, Phil Rudd è tornato, lui ha le chiavi… Se guardi al loro catalogo, le loro prime cose erano più dinamiche, poi si sono accontentati del groove».

La musica e la politica: possono esistere insieme per Dave Grohl?

Suonare con una band del calibro degli AC/DC vuol dire anche rapportarsi ad un certo tipo di musica, che non può essere estranea ai contesti sociali, ideologici e politici. Ciò non vuol dire schierarsi politicamente come Roger Waters, ma allo stesso tempo non si può fare ‘spallucce’ di fronte alla quotidianità, rifugiandosi nel mero contesto artistico.

La pensa allo stesso modo anche Dave Grohl: «Crescendo fuori Washington DC, la scena musicale underground era sempre molto politica. Se c’era un evento di protesta, c’era una delle nostre band. Ho suonato per Amnesty International, ho fatto manifestazioni con il tamburo e ho fatto una protesta fuori dall’ambasciata del SudAfrica, percussioni punk contro l’apartheid». E ancora:«Ricordo quando ci esibimmo al Live Earth, dieci anni fa. Pensavo, più che a tutti, a mia figlia. Era in cima ai miei pensieri, fare qualcosa per la sua generazioni. Tutti questi discorsi che facciamo sono per loro, per i nostri figli. Come genitori abbiamo la responsabilità di dare una mano».

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