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AC/DC: Axl Rose ha rivelato qual è la sua canzone preferita della band

Gli amanti degli AC/DC e della musica sanno che Axl Rose è stato, in un certo momento della storia della formazione, un artista incredibilmente importante per la band stessa, dovendo sopperire naturalmente alla mancanza di Brian Johnson, che ha dovuto abbandonare la formazione per i suoi problemi di salute legati all’udito. Se in molti sono rimasti scioccati dall’ingresso del cantante all’interno della band australiana, lo stesso non si è mai sentito fuori luogo, nonostante un progetto di sicura e grande caratura, lontano – per determinazioni artistiche e musicali – da tutto ciò che ha realizzato all’interno della band statunitense da lui capitanata. Non a caso, prima di entrare a far parte della band australiana, ne ha indicato il brano migliore e preferito: ecco di quale si tratta. 

Qual è la canzone preferita degli AC/DC per Axl Rose

La canzone preferita degli AC/DC secondo il giudizio di Axl Rose è Touch Too Much; la canzone in questione, che ha trovato pubblicazione nel 1980, è il terzo singolo estratto dall’album Highway to Hell, grandissimo successo della band australiana che ha saputo anticipare il grandissimo successo della formazione australiana; la canzone è legata inesorabilmente alla morte di Bon Scott, dal momento che la stessa venne esibita dal vivo nella trasmissione BBC “Top of the Pops” proprio dalla formazione stessa. 

I problemi all’udito di Brian Johnson e il suo ritorno nella band

Di recente, Brian Johnson ha avuto modo di indicare tutti quelli che sono stati i problemi che l’hanno interessato, e che l’hanno portato necessariamente ad allontanarsi dalla formazione australiana, per poi farne ritorno dopo aver sostenuto una cura per il suo udito. Ecco quali sono state le sue dichiarazioni in questione:  “Fu un problema abbastanza serio: non riuscivo a sentire per niente il tono delle chitarre. Era un’orribile tipologia di sordità. Iniziavo a sentirmi davvero mortificato per le esibizioni di fronte ai miei compagni e di fronte al pubblico, era paralizzante. Non c’è niente di peggio che starsene là e non essere sicuro di te stesso”. 

Mentre, per quel che concerne la cura, Brian Johnson ha spiegato: “La prima volta che andai da lui mi portò questo oggetto che sembrava la batteria di una macchina; gli chiesi ‘Cosa diavolo è questo?’. Lui mi rispose ‘Lo miniaturizzeremo’. Ci sono voluti due anni e mezzo. Veniva da me una volta al mese. Ci sedevamo ed era noiosissimo con tutti quei fili, quello schermo del computer e quei rumori. Ma ne è valsa davvero la penaL’unica cosa che posso dirvi è che utilizza la struttura ossea del cranio come riceventequesto è tutto ciò che posso dire in proposito”.

Il cantante ha anche spiegato quali siano le sue sensazioni nel far parte della formazione australiana: “La cosa migliore di essere un componente degli AC/DC penso sia far parte di una band con quattro dei migliori musicisti nel genere che fanno. Penso sia un ruolo importante se sei orgoglioso di suonare con loro e di far parte di un gruppo che ti accetta come parte di esso. Inoltre il fatto che i fan ti restino accanto nella buona e nella cattiva sorte è davvero importante per qualsiasi band, è alla base di tutto. Per gli AC/DC il legame con i fan è forte, sono davvero i migliori”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.