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AC/DC, Chris Slade sull’abbandono di Brian Johnson: “è stato uno shock per noi”

Nel 2016, a causa di un problema all’udito, Brian Johnson ha dovuto abbandonare le scene musicali e, di conseguenza, gli AC/DC. L’abbandono di Johnson, rimpiazzato poi dal cantante dei Guns N’Roses Axl Rose, ha lasciato un vuoto incolmabile nei cuori dei tantissimi fan e, ovviamente, in quello di ogni singolo membro degli AC/DC. L’ultimo a tornare sull’argomento è stato proprio Chris Slade, definendo l’addio di Brian Johnson “un vero e proprio shock”.

Il ritiro di Brian Johnson e l’ingresso di Axl Rose

Chris Slade, durante una recente conversazione con i Sonic Perspectives, ha fatto un tuffo nel passando ripercorrendo quel drammatico momento in cui Brian Johnson ha deciso di lasciare il ruolo di frontman della band a causa di un problema all’udito.

“Penso che Brian stesse facendo del suo meglio per tornare in forma. Ma, la verità, è che non cantava come realmente desiderava e si sentiva veramente male per questo. Quando se ne andò ero a dir poco sotto shock e, ancor di più, fui particolarmente sorpreso quando fecero il nome di Axl Rose.”

L’iniziale shock di Chris Slade

Il batterista degli AC/DC, oltre ad essere particolarmente giù per l’addio di Johnson, era anche piuttosto sorpreso dalla proposta di inserire Axl Rose nel progetto:

“Dissi una cosa del tipo: cosa? Axl Rose? Col tempo poi ho scoperto che il ragazzo è parecchio simpatico e dotato di una gran bella voce. Inizialmente non mi resi conto del suo potenziale, ma poi capii presto che quella voce aveva qualcosa di speciale. Soprattutto non ha mai fatto un minuto di ritardo e questo è un aspetto a cui la band tiene molto. In realtà gli AC/DC solo una volta in 45 anni hanno iniziato uno spettacolo in ritardo. In quel periodo c’ero anche io nella band, facemmo ritardo a causa di un problema con la chitarra di Angus.”

L’audizione del batterista degli AC/DC

Il batterista britannico, nel corso dell’intervista, si è poi soffermato sulla sua audizione negli AC/DC:

“Ero un tantino nervoso, anzi direi quasi preoccupato. Pure perché oserei dire che c’è una bella differenza tra suonare la batteria ed andare sul palco seminudi per interagire con il pubblico. Si, ero preoccupato ma per fortuna ho un grosso kit di batteria dietro cui nascondermi -ha commentato ironicamente Slade- ad ogni modo pensavo che la mia esibizione fosse stata un fiasco, ma appena tornai a casa mi comunicarono che ormai ero un membro della band. Credo io sia stato tipo il centesimo batterista che hanno provato.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)