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AC/DC: come il funerale di Malcom Young ha cambiato le sorti della band australiana

Torniamo oggi a parlare di una della band più amate dell’hard rock: gli AC/DC. Ultimamente ci siamo soffermati spesso sulla formazione australiana più famosa di tutti i tempi, raccontandovi ad esempio del nuovo album in studio ‘Power Up‘ e del primo singolo estratto ‘Shot in the Dark‘. In questo articolo, invece, vogliamo soffermarci sulla reunion vera e propria degli AC/DC, avvenuta proprio qualche anno fa poco dopo i funerali del compianto Malcolm Young.

AC/DC: come il funerale di Malcom Young ha cambiato le sorti della band australiana

Forse non tutti sanno che i semi per il ritorno degli AC/DC furono piantati al funerale dell’ex membro della band Malcolm Young, deceduto il 18 novembre del 2017 all’età di 64 anni. In una nuova intervista con lo scrittore David Fricke, i membri del gruppo hanno rivelato come sono riusciti a mettere da parte alcune divergenze passate dopo essersi incontrati al funerale di Malcolm Young il 28 novembre del 2017, quindi dieci giorni dopo il decesso.

Il cantante Brian Johnson, il bassista Cliff Williams e il batterista Phil Rudd si sono ritrovati quindi alla cerimonia per il funerale di Young alla Cattedrale di Santa Maria. All’epoca, poi, erano tutti da considerarsi ex membri degli AC/DC: Johnson era uscito dalla band dopo il Rock or Bust Tour nell’aprile del 2016 a causa di un problema all’udito, poco dopo si aggregò anche Williams e Phil Rudd invece si allontanò dalla formazione per alcuni problemi con la legge.

“Dopo la morte di Malcolm ci siamo ritrovati tutti ai funerali -ha spiegato Angus Young- quando sono entranti ero felice di vederli, soprattutto Phil, perchè mi sembrava in ottima forma. Si rimise in sesto e stava benissimo, tutte le vicende passate comunque non riguardano il Phil che noi tutti conosciamo.”

Il ritorno di Phil Rudd

“Ho fatto una bella chiacchierata con Angus -ha aggiunto invece Rudd- e ci siamo soffermati un po’ sui tanti problemi che avevamo per la mente. Io sono sempre stato molto attento a quello che faceva la band e mi sentivo bene, in ottima forma. Sono un ragazzo energico e mi sono sempre sentito adatto alla band e a quel genere di musica.”

Il batterista, ritornando sui suoi problemi con la legge, ha poi ammesso: “basta, ho smesso con certe cose”. Non è un caso, poi, che Angus Young e gli altro suoi compagni di band abbiano capito e compreso il difficile periodo che stava attraversando Rudd e l’abbiano reintegrato nella formazione.

 

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)