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Afterhours: perchè la band di Manuel Agnelli si chiama così?

Quando ci soffermiamo sul rock italiano sono in molti a storcere il naso, sottovalutando questo genere e le varie formazioni che lo rappresentano. Per quanto ci riguarda, invece, pensiamo che siano tante le rock band italiane degne di nota e, oggi, vogliamo soffermarci proprio su una di queste: gli Afterhours.

Afterhours: il primo esempio di alternative rock in Italia

Il rock italiano è stato più e più volte oggetto di critiche da parte di chi, addirittura, pensa che questo genere non esista nel nostro paese. Oggi siamo qui per contrastare tutte queste voci e soffermarci su uno degli esempi più significativi di rock italiano: gli Afterhours. E, in particolar modo, cercheremo di far luce sull’origine del nome.

Gli Afterhours, band indie rock italiana formatasi nella capitale lombarda nella seconda metà degli anni ottanta, sono considerati ancora oggi (insieme ai Marlene Kuntz) i pionieri dell’alternative rock italiano. Non è un caso, infatti, che la formazione guidata da Manuel Agnelli abbia contribuito in una maniera non indifferente alla diffusione del rock in Italia.

I primi passi e l’origine del nome

Nata ufficialmente nel 1986 da un’idea del frontman Manuel Agnelli, la band inizialmente includeva: Paolo Cantù alla chitarra, Lorenzo Olgiati al basso e Alessandro Pelizzari alla batteria. Negli anni, poi, si sono alternati tanti altri musicisti prima di arrivare alla formazione attuale formata da: Manuel Agnelli (voce, chitarra e tastiera) Xabier Iriondo (chitarra), Roberto Dell’Era (basso), Rodrigo D’Erasmo (violino), Fabio Rondanini (batteria) e Stefano Pilia (chitarra).

L’esordio della band rock milanese avviene nel 1987 con il 45 giri “My Bit Boy” e, l’anno seguente, con l’LP “All the Good Children Go to Hell“. Cantato interamente in lingua inglese, il disco d’esordio presenta evidenti influenze musicali di alcuni gruppi rock statunitensi come i Television e i Velvet Underground. E, alla fine, non è un caso che anche il nome del gruppo sia un chiaro ed evidente richiamo ad un singolo della band di Lou Reed.

Si, esattamente: il cantautore Manuel Agnelli per il nome del gruppo si è ispirato proprio ad un un brano pubblicato da Lou Reed e soci: After Hours. La canzone, pubblicata dai Velvet Underground nell’omonimo album del 1969, è un omaggio ai cosiddetti “after hours”, cioè quei generi di locali aperti tutta la notte. La canzone, cantata dal batterista Maureen Tucker e non dal solito Lou Reed, racconta la solitudine e la depressione di una giovane donna che si rifugia in un bar notturno per non dover vedere la luce del giorno.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)