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Gli album di rock psichedelico più belli di sempre

Si definisce come rock psichedelico un sottogenere del rock sviluppatosi negli Stati Uniti e nel Regno Unito a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Sotto questa etichetta si ritrovano moltissimi artisti e rockband leggendarie, che riconoscono essenzialmente nella stessa fonte l’origine della loro ispirazione. L’alterazione della coscienza derivata dall’utilizzo di sostanza psichedeliche e psicotrope come funghi allucinogeni, LSD, cannabis ecc. Andiamo oggi alla scoperta degli album di rock psichedelico più belli e importanti di sempre.

IL PANORAMA DEL ROCK PSICHEDELICO

Quello che va in realtà sotto l’unica etichetta di rock psichedelico è un panorama piuttosto eterogeneo. Molti gruppi hanno interpretato svariati generi musicali utilizzando il parametro dell’alterazione della coscienza indotta dall’assunzione di sostanze allucinogene. In tale senso abbiamo, nella stessa categoria, il blues rock dei Doors di Jim Morrison, l’hard rock, il jazz rock.

Anche le modalità di espressione e resa di questa alterazione cambiano da gruppo in gruppo. Alcuni artisti hanno utilizzato particolari effetti sonori, per creare suoni insoliti ed evocativi. Altri hanno riversato nei testi tutta una serie di significati esoterici, onirici, allucinatori. Altre formazioni infine – come i Grateful Dead, ad esempio – hanno giocato sull’alterazione della struttura musicale dei brani, creando lunghe sezioni strumentali o dodecafoniche.

THE DOORS, THE DOORS, 1967

Al primo posto di questa breve classifica sui migliori album di rock psichedelico di sempre troviamo The Doors, lavoro discografico omonimo pubblicato dalla band di Jim Morrison. La rivista musicale Rolling Stone ha inserito questo album di debutto alla 42esima posizione nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.

The Doors tra le altre cose contiene due dei brani più iconici e leggendari mai rilasciati dal Re Lucertola e soci. Parliamo di Light my Fire e The End.

PINK FLOYD, THE PIPER AT THE GATES OF DAWN, 1967

Andiamo velocemente alla seconda posizione di questa classifica sulle pietre miliari del rock psichedelico dove troviamo The Piper at the Gates of Dawn pubblicato dai Pink Floyd nel 1967. L’album di debutto è l’unico realizzato completamente sotto la guida di Syd Barrett ed è questo che gli conferisce la sua indimenticabile e ineguagliabile impronta psichedelica.

Secondo la critica specializzata inoltre The Piper at the Gates of Dawn non ha solamente influenzato la storia del rock psichedelico. Ma ha anche gettato le basi di moltissimi generi sviluppatisi successivamente: indie rock, punk rock, space rock ecc.

THE BEATLES, SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND, 1967

In penultima posizione troviamo uno degli album più leggendari della storia del rock, ovvero Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, rilasciato dai Beatles nel 1967. Tra i tanti meriti che si riconoscono a questo lavoro discografico di Paul McCartney, John Lennon, George Harrison e Ringo Starr, c’è sicuramente il fatto che si attesta come una delle opere più importanti del XX secolo.

Sgt. Pepper’s è difficilmente riconducibile ad un unico genere musicale, data la compresenza di numerose suggestioni e fonti di ispirazione diverse. I Beatles si avvalsero anche di tecnologie all’avanguardia, creando quello che è riconosciuto come il primo concept album popolare nella storia del rock.

GRATEFUL DEAD, AOXOMOXOA, 1969

Concludiamo questa breve classifica su alcuni dei migliori album di rock psichedelico, con il lavoro pubblicato dai Gratedul Dead nel 1969: Aoxomoxoa. Buona parte dei fan del gruppo lo considerano come l’apice della carriera artistica della band, nonché l’ultimo lavoro in studio prima della svolta folk.

Il difficile titolo dell’album – che originariamente si sarebbe dovuto chiamare Earthquake Country – è un palindromo ma il suo significato non è mai stato spiegato. Le altre curiosità su Aoxomoxoa sono legate alla sua copertina. Il nome dei Grateful Dead è infatti crittografato e si può leggere anche come We ate the Acid. Inoltre se viene posto uno specchio sull’asse centrale della cover si riprodurrà la stessa immagine.

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.