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Alice Cooper, Il significato di Ballad of Dwight Fry

Alice Cooper è un personaggio unico nel suo genere nel mondo del rock. Con la sua omonima band e poi da solista ha sconvolto tutti con le sue performances stravaganti ed estroverse. Una grande capacità di intrattenere ed uno stile macabro, unito a testi introspettivi e ad un tipo di musica che combina diverse influenze. L’hard rock è quella più marcatamente presente, ma non mancano le sonorità psichedeliche ed uno stile più marcatamente glam. Grande amico di Johnny Depp, Alice Cooper tra le altre cose è apparso nel film Dark Shadows proprio al suo fianco. La regia di Tim Burton, caratterizzata da un grande gusto per il macabro, sicuramente si adegua perfettamente ad Alice Cooper, che delizia gli spettatori esibendosi in quel film. Una delle canzoni che canta è proprio la Ballad of Dwight Fry.

L’hard rock di Alice cooper

Love It to Death è il terzo album non di Alice Cooper, ma degli Alice Cooper, ovvero della sua band. Facile confondersi visto che il cantante ha preso il nome d’arte e l’ha usato per la sua stessa band. Questo album, di cui fa parte proprio la canzone di cui parliamo oggi, si distinse molto rispetto ai precedenti ed in generale segna un nuovo stile per quanto concerne la band ed il cantante stesso. Infatti, abbandona la musica psichedelica per dedicarsi di più all’hard rock. Lo stesso Alice Cooper solista apparterrà sempre di più a questo genere.

Ballad of Dwight Fry

Il brano Ballad of Dwight Fry in realtà non è semplicemente hard rock, ma unisce tantissime influenze ed è un unicum nella carriera della band e del cantante. Il richiamo al glam è evidente. Si tratta di una delle canzoni che durante le performances live e i concerti di Alice Cooper è più particolare: sappiamo tutti che come grande esponente dello shock rock Alice Cooper è solito sconvolgere il pubblico con strumenti e performances particolarissime, dove il gusto per il macabro cui ci riferivamo poc’anzi è fin troppo marcato. Nel caso specifico, Ballad of Dwight Fry parla di un uomo chiuso in un manicomio e quindi Cooper canta la canzone indossando una camicia di forza. Il protagonista sembra decidere di scappare però da quella clinica psichiatrica, ma la sua fuga non gli dà piena libertà: nel testo ci si riferisce a delle sirene che egli sente ululare, probabilmente qualcuno lo sta cercando. L’inquietudine di Ballad of Dwight Fry ci sorprende sempre per la sua intensità e sembra essere un brano di denuncia del disagio delle persone con malattie mentali. Infatti, l’ospedale sembra peggiorare le loro condizioni, facendoli sentire terribilmente soli.

See my lonely life unfold
I see it everyday
See my lonely mind explode
Blown up in my face
I grabbed my hat and I got my coat.
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.