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Amy Winehouse: chi era l’idolo della cantautrice britannica?

Amy Jade Winehouse, nota semplicemente come Amy Winehouse, è una delle voci femminili più belle ed intense che il panorama musicale abbia mai conosciuto. Deceduta all’età di 27 anni in seguito ad un mix fatale di alcool e droghe il 23 luglio del 2011, la cantante londinese ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore di milioni e milioni di fan e, naturalmente, di tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerla e magari di collaborare con lei. In questo articolo analizzeremo le più grandi influenze di Amy Winehouse, cercando di individuare il suo più grande idolo.

Le più grandi influenze delle cantautrice britannica

Definire con precisione lo stile della Winehouse non è un’impresa facile. L’artista britannica, infatti, è stata influenzata -in primis- dalla cantante statunitense Diana Ross e dall’iconica Aretha Franklin. Col passare del tempo, poi, la leggendaria voce di ‘Rehab‘ ha cominciato ad avvicinarsi alla musica di Otis Redding, al jazz di Sarah Vaughan e ad uno dei più grandi pionieri della musica soul: Ray Charles.

Nella lista degli artisti che maggiormente hanno influenzato la Winehouse, poi, compaiono: la cantautrice statunitense Carole King, i giganti del jazz Charlie Mingus e Miles Davis e alcuni esponenti dell’hip hop come Busta Rhymes e Mos Def. Non a caso, infatti, analizzando con attenzione la discografia di Amy Winehouse troverete anche due brani scritti in collaborazione con un rapper statunitense –Nas– ed intitolati “Like Smoke” e “Cherry Wine“.

L’idolo di Amy Winehouse: Tony Bennett

Quando si trattava però di dover citare un solo nome, un solo artista, l’idolo indiscusso e assoluto, Amy Winehouse pronunciava un solo nome: Tony Bennett. Fortunatamente per lei, poi, ha avuto anche modo di incontrarlo -e addirittura collaborarci- prima che la morte sopraggiungesse. L’ultimo duetto di Amy Winehouse, infatti, è stato proprio con il suo più grande idolo: Tony Bennett. La canzone in questione si chiama “Body and Soul” e, stando alle parole di Bennett, è stato un onore per lui lavorare insieme ad una cantante come Amy Winehouse:

“Per me è stato un vero onore collaborare con Amy, è stato molto bello registrare in studio con lei. Era una persona molto fragile, ma era anche una ragazza divertente, calorosa, professionale e anche un po’ timida. In studio mi diceva che era nervosa, che non aveva mai registrato una canzone insieme a qualcuno che considerava suo idolo. Aveva un sacco di problemi e credo che non le importasse più di tanto vivere o morire.” 

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)