gtag('config', 'UA-102787715-1');

Arctic Monkeys, Alex Turner: “Quest’album mi ha cambiato la vita”

Gli Arctic Monkeys di Alex Turner si sono affermati, in pochissimo tempo, come vere e proprie istituzioni nel panorama musicale moderno, attraverso un album di debutto a dir poco esplosivo, capace di cambiare le vite di migliaia di giovani in tutto il mondo. Ad oggi, l’opera degli Arctic Monkeys rappresenta una delle più brillanti e meritevoli dell’ultimo ventennio. Il loro apporto sulla comunità artistica contemporanea è dei più profondi e radicati. Come detto, Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not, ha irrotto sulle scene con un fortissimo impatto; in molti, quindi, si sono chiesti quale sia stato l’album che ha cambiato la vita del formidabile frontman degli Arctic Monkeys, Alex Turner.

Gli appassionati più irriducibili della Rock Band di Arabella e Do I Wanna Know? non saranno affatto sorpresi nel venire a sapere che, l’album che ha cambiato la vita al cantante degli Arctic Monkeys, Alex Turner, sia il capolavoro datato 2001 degli Strokes Is This It. Si tratta di un disco, come quello di debutto dei Monkeys, capace di innescare una rivoluzione sonica giovanile di proporzioni non indifferenti che, all’epoca, spinse centinaia di teenager verso la musica. Alex Turner, dal suo canto, non si è mai esentato dall’esprimere la sua ammirazione riguardo la band New Yorkese, arrivando addirittura a dedicarle un verso all’interno del brano del 2018 dei Monkeys, Star Treatment.

Alex Turner, il cantante degli Arctic Monkeys parla dell’album che gli ha cambiato la vita

Alex Turner tessé le lodi del disco nel corso di un’intervista rilasciata qualche anno fa per Q. In quell’occasione, il cantante degli Arctic Monkeys spiegò che, a sedici anni, quell’album segnò un punto di svolta per lui e per molti altri giovani suoi coetanei. “Ricordo che suonavo quell’album a ripetizione quando andavo a scuola – ha detto – Avevo iniziato a suonare da poco, ma molte persone amavano gli Strokes proprio come me. Così cominciarono a nascere diversi gruppi che riproponevano il loro identico sound. La mia prerogativa, però, era proprio quella di non copiare lo stile degli Strokes, per non omologarmi alla massa. Ciò nonostante, ho sempre amato quel disco.

Successivamente, Turner ha spiegato che, per lui, gli Strokes fossero stati i principali artefici della sua consacrazione alla musica e allo stile Rock. Dopodiché, l’artista ha continuato parlando della cover degli Arctic Monkeys di Take It Or Leave It, eseguita durante un’apparizione della band sulla televisione francese. Quella cover è terribile – ha detto – ma mi sono divertito molto!”.

Infine, il formidabile frontman degli Arctic Monkeys ha parlato della prima volta in cui ha visto la sua band preferita dal vivo. In particolare, Alex Turner ha detto: “Ho assistito ad uno show degli Strokes all’Alexandra Palace, nel 2003. Erano in tour per promuovere il loro secondo album. Io ero lì con Matt Helders ed Andy Nicholson (ex bassista dei Monkeys). Quella sera, conoscemmo Pete Doherty tra il pubblico; fu un’esperienza straordinaria.

 

 

 

 

 

Share

Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)