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La top 10 dei migliori assoli della storia del Rock n Roll

Quando si parla di virtuosismo e talento musicale si deve, necessariamente, affidare alla bravura del musicista in questione la padronanza di un determinato spazio musicale. Chiamiamo “assolo” quella breve (o meno) parte di un pezzo in cui un chitarrista, un batterista o un altro musicista in generale può sentirsi, per quel determinato periodo di tempo, un padrone del palco e della scena che egli stesso rappresenta. A volte, gli assoli sono dei veri e propri capolavori. Altre volte, dobbiamo ringraziare proprio gli assoli stessi se un brano è divenuto celebre. Insomma, anche l’assolo è una parte fondamentale di un pezzo… anzi: talvolta è proprio il pezzo che sembra essere subordinato a quello.

Oggi parliamo degli assoli di chitarra. Capiamo bene che, nel corso della storia del rock ne sono stati realizzati tantissimi, e scegliere per noi non è stato certamente facile, considerata anche la soggettività che in questa classifica abbiamo dovuto utilizzare. Ed è per questo che, per cercare di dare un senso anche alle nostre parole che non sia soltanto gusto personale, vi abbiamo riportato, quasi in tutti i casi, i giudizi della critica o descrizioni dell’assolo stesso. Ma aiutateci anche voi, riportandoci tutti quelli che, per voi, sono i migliori assoli (di chitarra, s’intende) del rock!

10) Surfing With The Alien – John Satriani: escludere da questa classifica John Satriani potrebbe apparire quasi blasfemo! Lo statunitense (di origini italiane) è sicuramente uno dei migliori e dei più virtuosi con il suo strumento, nonchè maestro di grandissime personalità con la chitarra, come Steve Vai, Kirk Hammett o Andy Simmons. Per quanto riguarda il brano citato, si tratta della title track del suo secondo album in studio pubblicato nel 1987 e considerato uno dei suoi migliori lavori. Si tratta della prima traccia, quattro minuti e venti in cui Satriani sembra essere davvero scatenato, come a voler dimostrare tutte le sue abilità. In effetti, il riff base del pezzo gli permette di effettuare tanti e ripetuti assoli celebri di chitarra in cui può alternare momenti quasi “esplosivi” a momenti, invece, più “fluidi” e quasi armoniosi. In definitiva, appare tutto secondo una fluidità di fondo che dimostra quanto il pezzo sia spettacolare e quanto, in generale, il nostro chitarrista sia davvero abile come vuol mostrare.

 

9) Bohemian Rhapsody – Brian May: il brano che troviamo al nono posto è sicuramente uno dei più famosi della storia del rock, ma non è certo questo il motivo che la pone in questa classifica. Andando con ordine, il brano, contenuto nell’album “A Night at the Opera” ebbe molto successo nel Regno Unito, tanto da divenire il terzo singolo più venduto di sempre. Il brano è diviso in cinque parti, secondo una struttura innovativa nella storia della musica (ripresa anche in Innuendo): dopo una prima parte prettamente orale cantata a cappella, si passa a una sorta di ballata che si conclude con il celebre assolo di chitarra in questione. Successivamente, dopo un passaggio d’opera, si passa a una parte prettamente hard [nextpage title=”pagina 2″]
rock per coi concludersi, infine, con piano e ancora una volta chitarra. L’assolo di May è una delle parti più efficaci all’interno della canzone, ma non solo: anche dal vivo, data l’impossibilità di riprodurre fedelmente tutto ciò che avviene nel brano registrato, l’assolo di chitarra riesce ad avere la meglio.

 

8) Paranoid – Tony Iommi: con un volo quasi pindarico, passiamo adesso ai Black Sabbath. Nel caso specifico di questa classifica, all’ottavo posto troviamo Paranoid, brano dell’omonimo secondo album in studio per l’heavy metal band britannica, pubblicato nel settembre del 1970. Il pezzo ha avuto sicuramente un successo importantissimo, soprattutto per le sorti dell’album stesso (e pensare che all’inizio doveva essere un semplice brano “tappabuchi…”), ed è basato su un semplicissimo riff che, però, può dare l’adito, a Iommi e al suo grande talento, di realizzare un qualcosa di estremamente stupendo. Lo stesso dichiarò che aveva realizzato questo brano completamente da solo, mentre tutti gli altri membri della band erano fuori a pranzo. Tutto ciò che ne è derivato gli è semplicemente “uscito fuori”.

 

7) Hotel California – Don Felder/Joe Wash: altro successo planetario è sicuramente “Hotel California”, brano facente parte dell’omonimo album degli Eagles e scritto da Don Felder, Don Henley e Glenn Frey. Il brano è così importante da figurare in tantissime classifiche rock, sia in quanto brano in sè, sia per la prestazione alla chitarra di Don Felder e Joe Wash, che hanno realizzato un assolo memorabile che non è certamente sfuggito alla critica di Top Guitar, che l’ha classificato come ottavo miglior assolo della storia (su 100). Ora, per apprezzare al meglio l’assolo non possiamo fare a meno di considerare tutta l’atmosfera musicale del pezzo, che si evolve secondo un continuo e costante “crescendo” e che culmina proprio con la sontuosa prestazione musicale dei due statunitensi, che suonano fino ad arrivare all’unisono, benchè siano impostati su due ottave differenti. Discorso che vale per tutti quelli che prenderemo in questione per questa classifica, ma soprattutto per loro, ovviamente dal vivo i due danno il meglio, rendendo questo brano un vero e proprio cavallo di battaglia, sì, ma anche e soprattutto un capolavoro.

 

6) All Along the Watchtower – Jimi Hendrix: il brano è uno dei classici del repertorio di Bob Dylan. Si tratta di una canzone scritta nel 1968 per l’album John Wesley Harding, che, nel corso della storia, ha ottenuto così tanto successo anche grazie alle numerose e importanti cover che ne sono state fatte. Degne di essere annoverate sono quelle degli U2 ma soprattutto quella di Jimi Hendrix, che con la sua “Jimi Hendrix Experience” realizzò la cover di questo celebre pezzo. Più che cover, però, è più opportuno parlare di versione personale, in quanto uno dei migliori chitarristi di sempre non si limitò a interpretare semplicemente il pezzo, ma cambiò la tonalità, trasportandola da DO#m a Dom. Quella in studio di Hendrix è una vera e propria esecuzione psichedelica, colma di una erudizione musicale sfrenata che è valsa, al brano, la nomina nei 500 brani migliori del rock di tutti i tempi, al 48° posto e a titolo [nextpage title=”pagina 3″]
proprio di Jimi. In effetti, si può definire la versione dello statunitense un vero e proprio capolavoro musicale e… attenzione, non è un semplice giudizio nostro! Basti pensare a quanto dice anche Guitar World, che posiziona al 5° posto su 100 l’assolo di James Marshall Hendrix.

 

5) Eruption – Eddie Van Halen: iniziamo con la metà della parte alta di questa classifica: a dire il vero, posizionare i migliori assoli da questo punto in poi appare essere molto più difficile (non che prima fosse così semplice selezionarli tra i molteplici!). In questo caso giungiamo ad “Eruption”, e dunque ad un altro mostro sacro della chitarra, Eddie Van Halen, che con la sua band (i Van Halen, per l’appunto) realizzò questo brano nel 1978 per il primo album in studio della band… Van Halen. Certo, l’olandese naturalizzato statunitense non sarà certo un mostro per quanto riguarda la fantasia nello scegliere i nomi, ma lo è sicuramente con il suo strumento. Il brano, inizialmente, essendo una strumentale era concepito solo come pezzo da suonare ai concerti, in particolar modo per l’assolo che lo caratterizza. Successivamente, per volere dello stesso Eddie, fu inserito all’interno dell’album. L’assolo non è passato certo inosservato alla critica, che, e qui riportiamo ancora una volta il giudizio di Guitar World, l’ha posizionato al secondo posto della classifica dei 100 migliori assoli di chitarra. Una curiosità? Il brano, così come altri presenti in questa classifica (vedi Hotel California) è inserito nel gioco “Guitar Hero” ed è il brano più difficile del gioco!

 

4) Free Bird – Allen Collins/Gary Rossington: trovare i Lynyrd Skynyrd in questa classifica non deve certo apparirvi come un qualcosa di blasfemo, soprattutto se li si pone tra mostri sacri del rock. Innanzitutto, perchè non si vuole sminuire qualcuno in base al successo planetario che ha ottenuto, in secondo luogo perchè, trattandosi di assoli, non sarebbe stato giusto escludere da questa lista il capolavoro musicale di Allen Collins e Gary Rossington. Ma procediamo con ordine: il brano, del 1973, è contenuto nell’album “Pronounced Leh-Nerd Skin-Nerd”, ed è 193° nella classifica dei 500 migliori brani per il Rolling Stone, nonché parte della Rock and Roll Hall of Fame nella sezione “brani che hanno formato il rock ‘n’ roll”. Il brano ha una storia particolare, che però non riportiamo per non uscire troppo fuori trama, e alla fine dello stesso figura l’importantissimo assolo, che fu realizzato anche per far “ricaricare le pile” a Van Zant, troppo scarico dato il numero eccessivo di concerti della band al tempo. Un modo per dare respiro, certo, ma meglio sicuramente non si poteva! Abbiamo presentato questo brano rapportandolo ai mostri sacri del rock, ma bisogna ammettere che il pezzo sia diventato, nel corso del tempo, uno dei famosi del genere stesso, nonostante la sua lunga durata, 9 minuti. Proprio nei 4 minuti finali c’è una gloriosa cavalcata chitarristica di cui abbiamo fatto cenno. [nextpage title=”pagina 4″]

3) Sweet Child O’ Mine – Slash: siamo sul podio, e la medaglia di bronzo se la aggiudicano i Gun’s N’ Roses, o meglio Slash, per “Sweet Child O’ Mine”, brano del 1988 contenuto nel primo album in studio della band Appetite for Destruction. Il brano porta sì la firma di Axl Rose, ma tutto ciò che rientra nella sfera musicale è stato realizzato da Slash in primis, con Izzy Stradlin e Duff McKagan. Ciò di cui vogliamo parlarvi, nello specifico, è la celebre prestazione musicale iniziale da parte di Slash, classificata come migliore di sempre da Total Guitar Magazine. Slash ha raccontato, nel corso del tempo, di come si sia trattato di un qualcosa di estremamente casuale, dal momento che aveva in testa le note e strimpellava con la sua chitarra. Probabilmente, afferma, Axl l’aveva sentito perchè gli fece ripetere quelle stesse note. A volte un capolavoro nasce anche per caso.

 

2) Comfortably Numb – David Gilmour: siamo ai Pink Floyd. In effetti, questa non è una nomina fatta così, giusto per completezza o per tirar fuori un altro grande nome, ma perchè non si può certo non inserire l’assolo di Comfortably Numb, che porta la firma di David Gilmour. La canzone, data 1979, è inserita nell’album The Wall, con i diritti d’autore divisi dallo stesso Gilmour e Roger Water (fatto abbastanza normale per i Pink Floyd, accaduto per molte canzoni). Non è uno, ma ben due gli assoli che sono presenti all’interno del brano, che musicalmente è stato quasi interamente curato dallo stesso britannico: il primo è posto subito dopo il ritornello e si occupa semplicemente di ribadire la melodia base della canzone; il secondo, invece, è ben più lungo e complesso, e fa da coda alla canzone che, dopo aver raggiunto il suo picco d’intensità, gradualmente si dissolve, fino a spegnersi completamente. L’assolo è quarto su 100 nella classifica stilata da Guitar World, anche se un sondaggio pubblico del 2006 fatto dalla radio Planet Rock ha fatto emergere il giudizio che esso sia, per gli spettatori, il miglior assolo della storia.

 

1) Starway To Heaven – Jimmy Page: ed eccoci sul gradino più alto del podio. Brano celebre, ancora una volta. Band certamente con non meno fama e chitarrista che è considerato uno dei migliori della storia con il suo strumento. Stiamo parlando della strada per il cielo, la Starway to Heaven famosissima dei Led Zeppelin. Il pezzo è del 1971 ed è inserito nel quarto album dei britannici e, siccome abbiamo più volte citato Guitar World all’interno di questa nostra classifica, lo facciamo per l’ultima volta, riportando il giudizio della rivista che considera l’assolo del brano come il migliore mai realizzato. La celebre interpretazione musicale si trova verso la fine del pezzo, che si articola man mano raggiungendo le frenetiche ed esplosive atmosfere dell’hard rock. Per l’assolo, Jimmy Page utilizzò una Fender Telecaster del 1959 donatagli da Jeff Beck. Il britannico registrò tre soli diversi assoli, scegliendo, poi, quello che meglio si addiceva all’atmosfera del pezzo. Nei concerti, lo stesso chitarrista utilizzò una Heritage Cherry Gibson EDS-1275 6/12 Doubleneck, divenuta famosa per essere lo strumento, a doppio manico, portato in auge dal chitarrista per il meraviglioso brano.

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.