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Avenged Sevenfold, L’inquietante storia di A little piece of heaven

Una delle band metal più famose figlie del 2000 sono senza dubbio gli Avenged Sevenfold. Spesso criticati aspramente a causa delle influenze politiche delle loro canzoni, si sono effettivamente molto esposti in tal senso. Oggi non ci occupiamo però della loro concezione dietro la musica in generale, ma solamente della storia di una canzone: A little a piece of heaven, una delle più macabre della band.

The Rev e la canzone

Il brano fa parte dell’album Avenged Sevenfold che è molto importante per la band, essendo l’ultimo registrato da The Rev (cofondatore degli Avenged Sevenfold) prima della sua scomparsa. The Rev ha avuto una influenza fondamentale nella stesura di A little piece of heaven, visto che il tema centrale del brano è la necrofilia, argomento che lo ha interessato fin da adolescente. Non dobbiamo pensare però a questo brano come qualcosa di malato o oscuro, nel senso che sia dal making of sia dalle dichiarazioni durante i concerti, emerge come fosse semplicemente una storia divertente da narrare. Inizialmente non sarebbe dovuto nemmeno entrare nell’album, ma alla fine si decise di sì e per fortuna perché è uno dei più apprezzati dai fan.

La macabra storia

A little piece of heaven ricorda le atmosfere oscure dei film di Tim Burton con le colonne sonore di Danny Elfman. La storia che narra è a dir poco inquietante. Un ragazzo, innamorato follemente della propria fidanzata, ha il terrore che per qualche motivo la loro storia finisca. Nel video in realtà vediamo anche che le chiede di sposarlo e lei rifiuta ridendo. Così, decide di ucciderla e di abusare del suo corpo.

Our love had been so strong for far too long,
I was weak with fear that something would go wrong,
Before the possibilities came true,
I took all possibility from you. 

L’aspetto più inquietante della canzone è quindi questo, infatti esplicitamente viene narrata una storia di necrofilia.

She was never this good in bed even when she was sleeping
Now she’s just so perfect I’ve never been quite so fucking deep in
It goes on and on and on,
I can keep you looking young and preserved forever,
With a fountain spray on your youth whenever.

A un certo punto, lei improvvisamente ritorna dalla morte per recuperare il suo corpo e vendicarsi. Così, lo uccide a sua volta. Quando i due ormai sono entrambi morti, diventano dei serial killer, decidono di sposarsi e di ricominciare la loro storia d’amore nell’aldilà.

We’re coming back, coming back
We’ll live forever, live forever
Let’s have a wedding, have a wedding
Let’s start the killing, start the killing. 

Per quanti simbolismi si siano voluti vedere, la verità è che questa storia rappresenta semplicemente un amore tossico, una violenza ed una perversione.

Il video che fece scandalo

Ancora più che per il testo, che naturalmente non è fruibile a tutti se non capiscono l’inglese, fece scalpore il video. Si tratta di un cartone animato che di fatto esplicita in maniera fin troppo evidente le tematiche e l’oscurità della vicenda narrata. Nel video possiamo vedere il ragazzo non solo uccidere la donna, ma anche mangiarle letteralmente il cuore mentre la canzone dice:

You had my heart, at least for the most part
‘Cause everybody’s gotta die sometime,
We fell apart, let’s make a new start
‘Cause everybody’s gotta die sometime, yeah yeah
But baby don’t cry. 

Il tutto decorato da un’orchestra di scheletri animati che suonano, cosa che molti hanno associato a Nightmare before Christmas. Altro elemento che ricorda il film è il fatto che lui la ri-cucia come fa l’iconico personaggio di Sally. Dopo vediamo lei tornare in vita strappargli letteralmente il cuore dal petto, appaiono scene inquietanti tra i teschi, fuoco, sangue e anche il diavolo. Un video che non dimenticheremo facilmente.

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Laureata in lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.