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Basso elettrico: come e quando è nato questo strumento?

Il sogno di ogni appassionato di musica è sicuramente quello di imparare a suonare uno strumento e, uno dei più appetibili e affascinanti, è sicuramente il basso. Certo, quando pensiamo al genere rock uno dei primi strumenti che ci viene in mente è sicuramente la chitarra elettrica, ma anche il basso è diventato col tempo un elemento imprescindibile di ogni rock band. Oggi siamo qui per soffermarci proprio su questo aspetto, analizzando in particolar modo le origini del basso elettrico.

Il basso e la figura del bassista nel rock

Sono tantissimi, inoltre, i bassisti rock che hanno ispirato migliaia e migliaia di appassionati di musica, spingendoli ad imbracciare questo strumento: Flea (Red Hot Chili Peppers), John Paul Jones (Led Zeppelin), Duff McKagan (Guns N’Roses), Steve Harris (Iron Maiden), John Entwistle (Who) e poi ancora Cliff Burton (ex Metallica), Paul McCartney (Beatles), Roger Waters (Pink Floyd) e tantissimi altri ancora.

Come potete notare dallo spessore dei nomi citati, la figura del bassista è diventata col tempo sempre più importante e, ancora oggi, rappresenta le fondamenta di ogni formazione rock (e non).

Il basso, come dicevamo, è uno strumento molto affascinante e ancora oggi amatissimo. Ciononostante i bassisti, per moltissimo tempo, sono stati trascurati e, per una serie di ragioni, sono rimasti nell’ombra. “Non era esattamente il lavoro più ambito -ammise una volta Paul McCartney- nessuno voleva suonarlo, volevano stare tutti in prima linea.” Fortunatamente sia il basso che i bassisti hanno trovato lo spazio che meritano e, oggi, sono parte integrante di svariati generi musicali: dal rock all’RnB, dal jazz al blues, passando per hard rock, pop e funk.

La nascita del primo basso elettrico

In questo articolo cercheremo di scoprire insieme le origini del basso elettrico, analizzandone in particolar modo la storia e le caratteristiche principali.

Il primo basso elettrico fu progettato da Leo Fender nel 1951, in California. Nato dalle ceneri del contrabbasso, il Fender Precision Bass può essere infatti considerato il primo basso mai esistito. Circa 60-70 anni fa, le frequenze più basse all’interno di un complesso erano affidate quasi sempre al contrabbasso (e naturalmente al contrabbassista). Col tempo, con l’introduzione della batteria e della chitarra elettrica, le esibizioni dal vivo cominciarono a diventare sempre più rumorose e, di conseguenza, le frequenze del contrabbasso si perdevano facilmente.

Un altro grosso problema era rappresentato dal peso e dalla stazza del contrabbasso: i musicisti, infatti, cominciarono a percepire il forte bisogno di rimpicciolire tale strumento. Nacque, quindi, la necessità di creare uno strumento le cui basse frequenze potessero essere più marcate e, soprattutto, che non fosse così ingombrante. Il basso col tempo assunse una forma sempre più simile alla chitarra, creando molto meno problemi a tutti gli appassionati del genere.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)