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Beatles, chi era il sorprendente eroe musicale di George Harrison

A quasi 60 anni dall’apparizione dei Beatles nella scena musicale, la band inglese continua ad ispirare intere generazioni. Tra i Fab Four, George Harrison è stato sempre considerato come il più tranquillo. Non si è mai preoccupato del parere della gente e non ha fatto nulla per sembrare più trendy rispetto agli altri. Era un chitarrista pop di primissima categoria, forse tra i migliori di ogni epoca. Ma come mai ha scelto proprio questo stile di vita? Molto è dovuto ad un eroe musicale davvero sorprendente, del quale vi parleremo nel corso delle righe seguenti.

L’artista che ha fatto appassionare George Harrison all’ukulele

Chi era l’improbabile eroe musicale di George Harrison? Il suo nome era George Formby ed è stato un autentico virtuoso di uno strumento molto bizzarro e affascinante, l’ukulele. Il musicista nacque a Wigan nel 1904 ed era un vero intrattenitore, oltre che attore, comico e cantautore. Era conosciuto in tutto il Regno Unito grazie a canzoni irriverenti e orecchiabili, accompagnate dall’uso dell’ukulele o del banjo. Anche suo padre si chiamava George ed era un notevole comico. Il figlio seguì le sue orme e divenne una star del palcoscenico, capace di unire musica e commedia. Fu proprio la sua arte universale a catturare l’attenzione di George Harrison e dei Beatles in generale.

Come mai Harrison e i Beatles apprezzavano George Formby

Perché George Harrison e i Beatles adoravano George Formby? La passione musicale nacque in seguito all’ascolto di alcuni brani, tra i quali Mr Wu When I’m Cleaning Windows. Anche successi del calibro di Her MajestyFree Ad A Bird erano chiaramente ispirati a Formby, con Harrison che suonava un ukulele e persino ripeteva gli slogan del suo mito. Formby morì a 56 anni, nel 1961. Dopo questo triste evento, alcuni fan diedero vita alla George Formby Society, della quale fece parte anche George Harrison. Il chitarrista non poteva fare a meno di raggiungere gli altri membri a Blackpool, ogni anno.

L’intervista che conferma i gusti di Harrison

Nel 1991, Harrison fu intervistato dalla BBC riguardo all’influenza di Formby: “Per me è solo musica leggera e divertente. È difficile suonare un ukulele o un banjo senza sorridere, alleggerisce un po’ la vita. I suoi brani erano molto divertenti”. Al tempo stesso, George apprezzava molto il suo tipico “umorismo nordico”, basato su battute innocenti, un sorriso irriverente e l’immancabile occhiolino. “Anche quando sono cresciuto, quei brani hanno fatto parte della mia vita”, confermò Harrison. C’è anche chi dice che non ci siano differente sostanziali tra Formby e i Beatles, entrambe realtà intrecciate con la cultura pop britannica, entrambi in grado di realizzare canzoni diventate filastrocche.

George Harrison e la passione per l’ukulele

Alla passione per Formby, George Harrison affiancava quella per l’ukulele. Era solito distribuire ai suoi amici e parenti questa piccola chitarra e ne acquistò una posseduta dal suo idolo, per poi donarla alla fondazione prima del suo addio. In seguito, sarebbe stato acquistato ed esposto dalla The Beatles Story Exhibition di Liverpool, prima della vendita all’asta per ben 28500 sterline nel 2018. “Non puoi suonare l’ukulele e non ridere!”, sottolineava Harrison, che lo utilizzò anche nel 2001 poco prima della sua morte, allo scopo di tenere alto il proprio morale.

Il ricordo straordinario di Paul McCartney

Anche Paul McCartney ha ricordato la bizzarra passione di George Harrison con tanto affetto. “Ogni volta che si andava a casa di George, mostrava l’ukulele dopo cena. Ci ritrovavamo tutti insieme a cantare, inevitabilmente”. Harrison dimostrava a tutti quanto la vita non dovrebbe essere presa troppo sul serio, con un tocco di umorismo che non guasterebbe mai.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)