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Beatles: Hey Jude e la storia dell’incredibile registrazione del brano più celebre della band

Si compia come semplice esperimento quello di chiedere a tutti coloro che conoscono, o non conoscono particolarmente, i Beatles quale sia una delle prime canzoni in grado di balzare alla memoria, per la sua bellezza o per associazione elementare alla formazione britannica di Liverpool. Si otterrà, con molta probabilità, la risposta “Hey Hude”, che non può assolutamente sorprendere, dal momento che il brano dalla durata più lunga in tutta la discografia della formazione britannica ha ottenuto un grandissimo successo che non può essere assolutamente negato, e che deriva sia dalla particolare struttura del brano, del tutto antitetico rispetto a ciò a cui si è abituati nella discografia dei Beatles, sia dalla sua storia. A proposito della storia dei Hey Jude, vogliamo parlare di quell’incredibile registrazione del brano più celebre della band britannica, che merita di essere sottolineata per le sue determinazioni.

La strana registrazione di Hey Jude dei Bealtes e i litigi tra i membri della band

Al di là del significato della canzone, che vi chiariremo successivamente servendoci anche delle dichiarazioni di Paul McCartney, vogliamo dapprima affrontare il tema fondante del nostro articolo, che riguarda quella strana e particolare registrazione di Hey Jude, che caratterizza – in qualche modo – anche il motivo del grande successo del brano in questione, che si mostra sicuramente come atipico in tutta la discografia della formazione britannica di Liverpool.

La stranezza in questione deriva fin dalle prime battute della registrazione in questione, che ha fatto registrare l’assenza di Ringo Starr, che si trovava in bagno, come dichiarato dal batterista stesso: “Me ne accorsi solo all’ultimo, quando lo sentii sgattaiolare verso la batteria giusto in tempo per il suo attacco“. La canzone, inoltre, è stata arricchita non soltanto dall’orchestra di 36 elementi, ma anche e soprattutto dal coro finale: tutti elementi che, in qualche modo, hanno creato delle registrazioni particolarmente movimentate, dato il grande numero di persone presenti, che non riuscivano a conciliarsi tra di loro.

Uno degli orchestrali, infatti, decise di rifiutarsi di far parte del coro finale, mentre John Lennon e George Harrison litigarono per motivi di arrangiamento, così com’è possibile sentire da alcune imprecazioni che possono essere ascoltate direttamente all’interno del disco: pura normalità, certo, in un momento difficile per la formazione britannica, ma di sicuro non il clima ideale per la sessione di registrazione di uno dei brani più celebri di sempre.

A chi è dedicata Hey Jude dei Beatles?

Altro tema che merita di essere sottolineato nell’ottica della particolare registrazione del brano è quello che riguarda il significato del brano, oltre che la dedica dello stesso. Se Paul McCartney pensava a Julian Lennon, figlio di John, e alla sua disperazione dopo il divorzio dei suoi genitori, John Lennon pensava che il brano contenesse un riferimento velato alla sua relazione con Yoko Ono, e che dunque fosse dedicato al leader dei Beatles. La verità sta nel mezzo, e possiamo ascoltarla nelle parole di McCartney: “Io e Julian eravamo rimasti in ottimi rapporti, era un ragazzino adorabile. Mi ritrovai a canticchiare questo motivetto; il verso che mi girava in testa era “Hey Jules, don’t make it bad”, che poi diventò Jude. Era solo un nome, ma mi sembrava che suonasse meglio

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.