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Beatles: il concerto sul tetto che ha ridimensionato il concetto di ‘performance’

Il 30 gennaio 1969, in una fredda e ventilata giornata londinese, ebbe luogo quello che fu definito il “Rooftop Concert”. Il quartetto composto da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr si radunò per un’ultima, emozionante, performance. L’esibizione avvenne sul tetto di un palazzo al numero 3 di Savile Row: l’edificio che ospitava l’etichetta discografica di loro proprietà, la Apple. No, non quella di Steve Jobs, quella dei Beatles.

L’ultima, leggendaria, performance dei Beatles

Quel giorno verso ora di pranzo, i passanti londinesi, sorpresi e increduli, rimasero col naso all’insù per più di mezz’ora.

“Avevamo pensato di suonare di nuovo dal vivo –ha raccontato Ringo Starr stavamo pensando di andare al Palladium, oppure nel Sahara. A livello organizzativo, però, sarebbe stato un caos. Così pensammo ‘potremmo suonare sul tetto.’ ”

Per combattere il pungente freddo londinese Lennon prese in prestito una pelliccia di Yoko Ono. Ringo Starr indossava, invece, un impermeabile rosso della moglie Maureen. Inoltre, per evitare che il vento causasse problemi al suono, avvolsero i microfoni con delle calze da donna, comprati la mattina stessa dall’ingegnere del suono Alan Parsons: “Quella mattina entrai in un negozio e dissi: ‘ho bisogno di tre paia di collant, non importa la taglia.’ Probabilmente hanno pensato che fossi un rapinatore di banche.” 

L’intervento della polizia che bloccò l’esibizione dei Beatles

In quella speciale occasione i Fab Four suonarono diverse versioni di Get Back, Don’t Let Me Down, Dig a Pony, I’ve Got a Felling ed One After 909. Però, dopo circa 42 minuti di esibizione, furono costretti ad interrompere lo show a causa dell’arrivo della polizia. Il forte volume e l’ingorgo creatosi nelle vie limitrofe rese inevitabile l’intervento degli agenti che, tuttavia, non fu particolarmente irruento.

Alla fine dello show John Lennon prese il microfono e scherzosamente disse: “Grazie a tutti per essere venuti qui quest’oggi, speriamo di aver passato l’audizione.” Quella performance dei Beatles fu davvero incredibile. Fu l’esaltazione del ‘qui ed ora’: ci esibiamo perché lo vogliamo noi, non perché ci è stato imposto.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)