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Beatles: la storia della canzone di John Lennon che ha cambiato il rock psichedelico

Dopo il primo successo fulminante all’insegna della musica pop, verso gli inizi degli anni sessanta, i Beatles erano ben preparati al loro futuro. Col passare degli anni, i Fab Four scelsero di uscire da ogni etichetta e di portare avanti un’evoluzione artistica davvero sorprendente. Lo dimostrò anche il lancio del brano Tomorrow Never Knows, scritto da John Lennon e considerato da lui stesso come il primo singolo di genere rock psichedelico. Ecco quale storia si nasconde dietro un lancio del genere.

L’evoluzione sorprendente dei Beatles

L’avvio della carriera dei Beatles era stato straordinario, grazie a brani in grado di dominare le classifiche britanniche. Nonostante ciò, i principali autori del quartetto, John LennonPaul McCartney, non erano minimamente disposti a continuare a limitarsi al pop. Verso la metà degli anni sessanta, l’obiettivo era diventato quello di allargare i propri orizzonti. Nonostante la band fosse ancora concentrata sulla musica, le droghe stavano iniziando a fare capolino nel panorama inglese ed erano sul punto di essere provate anche dai quattro di Liverpool. Lennon e George Harrison presero la famigerata LSD tramite il dentista John Riley, nel 1965. Poco dopo, fu anche la volta di McCartney. Si dice che fu proprio da queste esperienze che nacque l’album Revolver, un’autentica svolta musicale per il gruppo.

Tomorrow Never Knows, il brano rock psichedelico di John Lennon

Il 5 agosto 1966, uscì come singolo Tomorrow Never Knows“Questa è stata la mia prima canzone psichedelica”, così affermò John Lennon nel 1972. Il genio musicale dichiarò di non aver inizialmente compreso il suo stesso messaggio, per poi rendersene conto solo in un secondo momento. “Con quel brano, avevo immaginato nella mia testa di ascoltare in sottofondo migliaia di monaci cantare. La versione iniziale non mi era piaciuta, era troppo lontana dalla mia idea originale”. Il riferimento di John ai monaci era dovuto alla lettura prolungata del Libro tibetano dei morti, che forniva consigli utili per la coscienza dopo la morte. Al tempo stesso, il testo aveva ispirato uno dei brani più geniali di Harrison, While My Guitar Gently Weeps.

L’inizio del rapporto dei Beatles con l’LSD

Lennon sottolineò quanto Tomorrow Never Knows rappresentasse se stesso mentre era appassionato del libro citato e lo ricordò anche nel 1980 in un’intervista rilasciata a Playboy. Inoltre, aggiunse che il titolo corrispondeva ad un momento di perdizione del batterista Ringo Starr. La canzone fu considerata come una sorta di Bibbia per i patiti del rock psichedelico, oltre che un omaggio all’LSD. Molto probabilmente l’unico, dato che la spesso citata Lucy in the Sky with Diamonds, in realtà, non si sarebbe riferita alla droga pericolosa. Ad ogni modo, la sostanza acida iniziò ad entrare di prepotenza nel materiale dei Fab Four. Non a caso, l’album successivo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band era intriso di immagini distorte, così come anche il conseguente Magical Mystery Tour era pieno di riferimenti all’LSD. Nonostante le difficoltà, Lennon e McCartney dimostrarono la loro intenzione di mostrare la loro creatività con qualsiasi mezzo, affidandosi ad una sperimentazione totale tramite la ricerca di una nuova dimensione complessa.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)