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Beatles: la storia dell’ultima conversazione tra John Lennon e Paul McCartney

La morte di John Lennon ha caratterizzato una vera e propria tragedia nella storia della musica, oltre che un momento di incredibile tristezza per i membri di Beatles e in particolar modo Paul McCartney. Quest’ultimo ha avuto modo di parlare del suo ex compagno di band e leader dei Beatles all’interno di un’intervista, nella quale ha espresso tutto il suo ricordo nei confronti di John Lennon avvenuto per mezzo di una canzone nello specifico e, soprattutto per mezzo delle sue parole. Paul McCartney ha parlato, infatti, dell’ultima conversazione telefonica avuta con John Lennon prima del suo tragico assassinio, che ha caratterizzato un momento incredibilmente triste per la storia della musica.

Le dichiarazioni di Paul McCartney su Here Today

Il ricordo di Paul McCartney nei confronti di John Lennon non è certamente semplice, così come poco semplici sono le singole determinazioni che riguardano il leader dei Beatles. Nello specifico, Paul McCartney ha parlato di una canzone – Here Today – che gli ricorda particolarmente John Lennon: “Almeno una volta in tournée, quella canzone mi fa impazzire. La sto cantando, e penso di stare bene, e all’improvviso mi rendo conto che è molto emozionante, e John era un grande amico e un uomo molto importante nella mia vita, e mi manca, sapete? È successo al primo spettacolo, a Gijon: stavo andando bene, e mi sono ritrovato a fare una cosa che ho fatto in soundcheck, ripetendo solo una delle battute: “Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo”. L’ho fatto e ho pensato: “Che bello, funziona”. E poi stavo per finire la canzone, a fare l’ultima strofa, ed è stato, ‘Oh merda – ho completamente perso la testa'”.

L’ultima conversazione tra Paul McCartney e John Lennon

Nel corso della sua intervista Paul McCartney ha potuto parlare dell’ultima conversazione telefonica che ha avuto con John Lennon e che, forse in quanto a segno del destino, è stata incredibilmente felice: “È una cosa bella, un fattore di consolazione per me, perché sento che è stato triste che non ci siamo mai seduti e che non abbiamo mai chiarito le nostre differenze. Ma fortunatamente per me, l’ultima conversazione telefonica che ho avuto con lui è stata davvero fantastica, e non abbiamo avuto alcun tipo di scontro. Avrebbe potuto essere facilmente una delle altre telefonate quando ci siamo insultati a vicenda e abbiamo sbattuto il telefono. […] È stata solo una conversazione molto felice sulla sua famiglia, la mia famiglia. Si godeva molto la sua vita; Sean ne era una parte molto importante. E pensava di andare avanti con la sua carriera. Ricordo che disse: “Oh, Dio, sono come zia Mimi, che sono qui intorno in vestaglia… vestaglia, come la chiamava lui, perché stava assumendo lo slang americano… dando da mangiare ai gatti in vestaglia e cucinando e mettendo su una tazza di tè”. Questa casalinga vuole fare carriera”. Era quel periodo per lui. Stava per lanciare Double Fantasy”.

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.