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Beatles, Paul McCartney fu ispirato da Shakespeare per scrivere Abbey Road?

Andiamo a parlare dell’album Abbey Road dei Beatles e di come Paul McCartney venne in qualche modo guidato dalla penna di William Shakespeare per una canzone. Paul McCartney fu ispirato da Shakespeare per scrivere “The End”, contenuta in Abbey Road? Quando pensava ai testi delle sue canzoni nei primi anni dei Beatles, Paul McCartney ha sottolineato che non erano canzoni eterne. Il mood cambiò solo dopo quando il gruppo decise di abbandonare il mood commerciale e fare qualcosa di più valido per il futuro.

Poesia o canzonette?

Parlando ad esempio di “It’s Only Love” Paul disse: “Se il testo fosse davvero brutto, lo avremmo modificato, ma non eravamo così pignoli, perché è solo una canzone rock ‘n’ roll. Voglio dire, questa non è letteratura.” Questo non vuol dire che Paul non abbia cercato di tirare fuori le sue abilità letterarie quando la situazione lo richiedeva. Guardando indietro alle sessioni di Abbey Road del 1969, l’ultima fatica dei Fab Four, Paul ha detto che voleva uscire alla grande con un pezzo chiamato “The End”. Quello doveva essere la canzone d’addio della band.

L’ultimo pezzo dei Beatles

Paul McCartney ha dichiarato di aver scelto una piccola parte presa direttamente da William Shakespeare nella canzone “The End”. Quindi sì, Paul McCartney fu ispirato da Shakespeare per scrivere un brano di Abbey Road. Dopo aver trascorso la maggior parte della sua vita con John e i Beatles, Paul sapeva di essere vicino ad abbandonarli e dire loro addio alla fine del ’69. E durante le sessioni di Abbey Road il brano “The End” è stato tra uno degli ultimi ad essere registrato dalla band. Ma come si fa a chiudere la carriera dei Beatles?

L’aiuto di un poeta

Si rivolse a Shakespeare, lo scrittore più celebre della lingua inglese, per una guida su come finire il tutto. Paul ha spiegato: “Volevo che finisse con un piccolo dittico significativo, quindi mi sono immedesimato in un bardo e ho scritto una strofa di due righe”. In Shakespeare, il cosiddetto “distico” in rima avrebbe indicato al pubblico che l’atto teatrale si sarebbe concluso. Paul ha riassunto la corsa dei Beatles in modo interessante. Il verso è: “And in the end, the love you take is equal to the love you give.”. Tradotto: “E alla fine l’amore che ottieni è uguale all’amore che dai”, ha cantato. Fu un testo così ben fatto che persino John lodò il lavoro del suo vecchio compagno di band e amico/nemico. John Lennon ha ammirato le linee “cosmiche, filosofiche” di Paul.

L’opinone di John Lennon

Dopo aver sottolineato che “The End” è un gran pezzo, Lennon disse: “Aveva un filo conduttore che era il verso di William Shakespeare. È una linea molto cosmica, filosofica. Il che dimostra ancora una volta che se lo vuole, [Paul] può pensare”. Naturalmente, l’altra cosa interessante di “The End” è come tutti e quattro i Beatles fanno degli assoli. E dopo che Ringo ha suonato il suo breve assolo di batteria, i due chitarristi della band si scambiano riff, uno dopo l’altro fino a quello di Paul.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.