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Beatles: qual è la canzone che John Lennon odiava di più?

I Beatles sono stati gli autori di alcuni dei più grandi classici della storia del Rock. Il quartetto di Liverpool è stato fautore degli asserti sui quali, ad oggi, si erge la scena musicale moderna. Let It Be è uno dei brani più iconici ed intramontabili dei Fab Four, eppure uno dei membri della band non la reputava affatto all’altezza dell’opera della band; arrivando addirittura a odiarla.

Parliamo di John Lennon. Le motivazioni per le quali l’artista esecrasse a tal punto il celeberrimo brano sono molteplici. La causa principale dell’odio di John Lennon nei confronti di Let It Be potrebbe essere, in ogni caso, ricercata nel clima assolutamente instabile e, a tratti tumultuoso, che si respirava all’interno del gruppo nei giorni in cui l’omonimo album cominciava a muovere i primi passi verso la sua ultimazione.

A quel punto della loro carriera, infatti, il glorioso cammino dei Beatles avrebbe trovato ben presto il suo culmine. I membri della band erano in costante lotta tra loro. John Lennon descrisse le ultime esperienze vissute al fianco dei colleghi come “un viaggio all’Inferno”. Mentre Paul McCartney e lo stesso Lennon, principali autori del gruppo; preservarono stili compositivi diametralmente opposti, il loro desiderio creativo e il loro estro artistico, risultavano straripanti in egual misura; questo, contribuì ampiamente ad allontanarli. Mentre McCartney si rivelò esausto delle costanti sperimentazioni, a tratti irrazionali, di John Lennon, quest’ultimo era stanco dello stile conservatore e per niente all’avanguardia dei brani dell’altro Beatle.

John Lennon non apprezzò Let It Be dei Beatles sin dall’inizio

In effetti, Lennon si dimostrò restio nei confronti della realizzazione del brano sin da quando Paul McCartney ne propose una prima bozza  nel gennaio del 1969. McCartney si introdusse alla canzone spiegando di aver tratto ispirazione per la sua scrittura dopo aver sognato la sua defunta madre. Le atmosfere familiari e solenni riprese dal brano non si addicevano, secondo Lennon, allo stile perpetrato fino ad allora dai Beatles. “Non so a cosa stesse realmente pensando quando scrisse Let It Be. Era una canzone di Paul, non aveva niente a che vedere con la band, dichiarò Lennon allo scrittore David Sheff.

Secondo il musicista, Paul McCartney scrisse Let It Be nel tentativo di ricreare le atmosfere magiche del brano di Simon & Garfunkel, Bridge Over Troubled Waters. In realtà l’ipotesi di Lennon non affonda le radici in basi realmente fondate, visto che Let It Be fu registrata 10 mesi prima che Simon & Garfunkel si recassero in studio per dare vita al brano. Un’altra fonte d’avversione per Lennon nei confronti di Let It Be è stata la sua interpretazione delle parti in cui viene citata “Mother Mary”. Lennon era ateo e non riconosceva le istituzioni religiose; quindi fu portato a pensare che, in realtà, nell’insistenza di McCartney a citare “Madre Maria”, si trovassero dei riferimenti al cattolicesimo, piuttosto che una citazione di Paul alla sua defunta madre.

La critica di Lennon al brano presente nell’album

Quando il produttore Phil Spector ultimò le incisioni di Let It Be, nel 1970, aggiunse l’audio di John Lennon che, con fare sprezzante ed aspramente ironico diceva “E ora vorremmo eseguire ‘ascolta l’arrivo degli Angeli'”.È possibile ascoltare le parole di Lennon al termine di Dig It, il brano che, nell’album, precede Let It Be. Il commento sembra essere una critica cinica e diretta nei confronti dell’aura sacrale emanata dall’iconico brano.

Al di la delle palesi avversioni di John Lennon, Let It Be ha segnato uno dei punti più alti nella prestigiosa opera dei Beatles. Sin dai suoi esordi, il brano  irruppe nella Billboard Hot 100, piazzandosi al primo posto immediatamente. Fu la diciannovesima traccia dei Beatles a conquistare la vetta della celebre classifica statunitense. Let It Be fu l’ultimo singolo rilasciato dai Beatles come entità di gruppo. Sia l’omonimo album che il singolo The Long And Winding Road, infatti, vennero rilasciati dopo lo scioglimento della band.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)