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Beatles: quella volta che si presero gioco del pubblico inserendo volgarità nelle proprie canzoni

I Beatles, formati da John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison, hanno scritto alcune delle canzoni più belle di tutti i tempi. Canzoni che, ancora oggi, sono ascoltate ed apprezzate da centinaia di migliaia di persone. Di aneddoti sui Fab Four ve ne abbiamo raccontanti parecchi, ma quello di oggi li batte tutti.

“The Ox: the last of the great rock stars”, il volume dedicato a John Entwistle

Spulciando nel libro “The Ox: the last of the great rock stars”, dedicato all’ex bassista degli Who, John Entwistle, è uscito fuori un aneddoto molto interessante su quei 4 ragazzi di Liverpool che tanto amiamo.

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, John Entwistle morì il 27 giugno del 2002, in una stanza dell’Hard Rock Hotel di Las Vegas, a causa di un infarto cardiaco acuto dovuto ad un abuso di cocaina. E, nel  volume a lui dedicato, c’è un capitolo molto interessante riguardante i Beatles e quello show in cui, ricoperti dalle urla dei fan, decisero di improvvisare e modificare i testi inserendo delle…  volgarità!

I Beatles già dai primi anni sessanta ebbero questo tipo di difficoltà: non era la prima volta, infatti, che l’isteria del pubblico durante gli spettacoli dal vivo sovrastasse il sound della band. Situazione che, tra l’altro, infastidiva non poco i Fab Four.

Quella volta che i Beatles si presero gioco del pubblico

Ci fu, però, una volta in cui i Beatles approfittarono di questa situazione scomoda per farsi due risate. Lo show in cui si fa riferimento nel libro dedicato a Entwiste è quello tenutosi all’Opera House (Blackpool) il 16 agosto del 1964. In quell’occasione, però, i 4 ragazzi di Liverpool non erano soli: condivisero il palco con i Kinks e gli Who, che all’epoca erano noti come gli High Numbers.

La band di ‘My Generation’, dopo essersi esibita, seguì lo show dei Beatles dal retro del palco grazie ai monitor posizionati appositamente per gli artisti in scaletta. Il pubblico, come sempre, era caldo e rumoroso:

“Ormai era evidente: I Fab Four capirono subito che in nessun modo avrebbero potuto fermare le urla del pubblico e far valere la propria musica. E, sapendo che nessuno sarebbe riuscito a sentire la loro esibizione, decisero di divertirsi un po’. Nel giro di pochi minuti ci ritrovammo tutti a piangere dalle risate ascoltando i brani dei Beatles. Iniziarono a trasformare completamente le loro canzoni: “It’s been a hard day’s night’ divenne ‘It’s been a hard day’s cook” (è stata una cazzo di giornata difficile). ‘I wanna hold your hand”, invece, si trasformò in ‘I wanna hold your cunt’ (voglio tenerti la figa).”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)