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La spiegazine della rivalità tra Beatles e Rolling Stones

Nella storia della musica e del rock si è assistito – nel corso degli anni – all’emergere e al degenerare di numerose rivalità tra band e musicisti. Una delle più appassionanti e controverse è sicuramente quella che vide come protagonisti i Beatles e i Rolling Stones. Da sempre contrapposti anche sul piano mediatico – i buoni ragazzi di Liverpool con i cattivi ragazzi degli Stones – i due gruppi avrebbero potuto coesistere tranquillamente, dati gli interessi divergenti. I Fab Four ammiccavano al rock ‘n’ roll e a Elvis Presley, mentre Jagger e soci affondavano le mani nel blues ruvido e scuro. Ma allora cosa successe?

BEATLES, LA CANZONE CHE SCRISSERO PER I ROLLING STONES

Nel 1963 sembra nascere un’amicizia tra Beatles e Rolling Stones. In quell’anno infatti, Paul McCartney e John Lennon scrivono per la band britannica il brano I Wanna be Your Man. Se fino a quel momento gli Stones si sono adagiati su cover e rivisitazioni di pezzi blues, con la spinta dei Fab Four guadagnano un minimo di visibilità. Ma non abbastanza, evidentemente. Soprattutto per il manager Andrew Loog Oldham. La soluzione? Costruire a tavolino la famosa rivalità, della quale si parla ancora oggi.

L’IMMAGINE CONTRAPPOSTA DI BEATLES E ROLLING STONES

Come accennato sopra, il primo punto sul quale fecero giocoforza critica e giornali fu l’aspetto estetico delle due band. I Beatles si presentavano come i classici ragazzi della porta accanto. Puliti e ordinati nei loro completi e con quegli iconici tagli di capelli che faranno storia. Marketing vero e proprio anche questo – iniziativa del manager Brian Epstein – che li sradicò dalle loro origini tutt’altro che elevate.

I Rolling Stones invece – che paradossalmente provenivano da un ambiente sociale più elevato di quello dei Fab Four – ricevettero il trattamento opposto da parte della stampa. Fu allora che Oldham – che cercava l’intuizione giusta per dare maggior visibilità al gruppo – ebbe l’idea di contrapporli ai Beatles.

ROLLING STONES, I CATTIVI RAGAZZI DI LONDRA

In Inghilterra – nel periodo in cui Beatles e Rolling Stones scalavano il successo – Oldham vide qualcosa che poteva aiutare la loro causa. Le nuove generazioni di giovani – che avrebbero potuto acquistare i dischi dei suoi protetti – iniziavano a manifestare un’insoddisfazione e un istinto alla ribellione, che ben si coniugava con l’immagine che aveva in mente per gli Stones.

Se nei primi anni, tale rivalità artificiosa fece la fortuna di entrambe le band, con il tempo il divario si accorciò sempre di più. Quando Bob Dylan iniziò i Beatles al consumo di droghe leggere, tutti ebbero chiaro che la band di Paul McCartney e quella di Mick Jagger non erano poi così diverse. Anche a livello di immagine – costruita così amorevolmente da Epstein – le cose cambiarono. I Beatles iniziarono a vestirsi in maniera eccentrica e a farsi allungare i capelli, assomigliando sempre di più agli Stones.

BEATLES, LA FINE DEL GRUPPO E LA RIVALITA’ CON I ROLLING STONES

Mentre i Rolling Stones affrontavano problemi legali e musicali – legati soprattutto al consumo di droghe e alle figure di Mick Jagger e Keith Richards – i Beatles vedevano la loro fine. La rivalità tra le due band finì per cristallizzarsi in una sorta di mito, legato alla storiografia del rock. L’ultima voce emersa dal coro, in merito alla questione, sarà proprio quella di John Lennon che – in un’intervista – accuserà pesantemente Mick Jagger e soci di essere ridicoli e di aver copiato i Fab Four.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.