La storia del primo incontro tra Bob Dylan e i Beatles

Ci pensate, Mr Tambourine Man che incontra i Fab Four, il quartetto musicale più famoso della storia. Quell’incontro rimase nella storia e non solo dal punto di vista musicale. Fu un momento “stupefacente”, nel senso lato della parola. Perché da quel momento i Beatles, tramite Bob Dylan, iniziarono a fumare marijuana e ciò condizionò il loro lavoro futuro. Ma vediamo come fu quell’incontro.

L’incontro

La location era l’hotel Delmonico di Manhattan. I quattro di Liverpool avevano appena finito un concerto e si stavano rilassando nelle loro camere. Improvvisamente entra Bob Dylan, amatissimo dai Beatles che, loro stessi rivelano, sembrava più alto. Gli anni li conosciamo tutti, fu il primo boom delle droghe e i Beatles gli offrirono delle anfetamine.

Dylan le rifiutò e propose loro della marijuana, definita come qualcosa di verde, rilassante e naturale. Sorpresa, imbarazzo e perplessità. Lennon e co. non ne avevano mai fatto uso. Così Dylan ne rollò una e disse a Ringo Starr: “sarai tu l’assaggiatore”. In tutta risposta, il batterista se la fumò da solo, senza condividerla, ignaro dei gesti tipici dei marijuana smokers.

Ricordi offuscati

Dylan non si scompose assolutamente e anzi preparò canne per tutti i presenti, compresi manager e un giornalista presente. Ma non fu un’esperienza da ricordare. Non perché non fosse particolare, ma perché fisicamente non si ricordarono granché. Lennon dichiarò di non ricordarsi molto, se non di aver riso tantissimo. Così come Paul McCartney che, fortunatamente convinse il tour manager a segnare tutto quello che diceva, nel timore di dimenticarsi qualcosa.

Macca disse di aver fatto discorsi profondi e aver citato per svariate volte questi fantomatici 7 livelli. Non si è mai capito davvero a cosa si riferissero questi livelli, se fossero stati di alterazione per la droga o altro. Ma non c’è dubbio che la marijuana divenne sempre più presente nella loro vita professionale e la fumassero in ogni momento, persino a colazione.

Basti pensare a Rubber Soul, il primo album dei Beatles a risentire delle droghe (dalla marijuana agli acidi). Oppure Got to Get You Into My Life, in Revolver, il personale omaggio di Paul alla marijuana anche se il testo sembra dedicato ad una donna

Registrazione segreta?

Una piccola etichetta indipendente, la PlayItAgain, ha pubblicato The Fool on the Hall – The Delmonico Sessions, 28/8/1964. Si tratta di conversazioni, rumori, risate e abbozzi musicali realizzati da Bob Dylan e i Beatles.

In gran parte furono improvvisazioni e strumentali, ma contiene anche alcuni brani come A hard day’s night, PS I love you e Roll over Beethoven. Ovviamente non c’è dubbio che l’influenza della marijuana, o di altre droghe, sia assolutamente presente. Chissà come sarebbero stati i dischi più “psichedelici” dei Beatles senza l’incontro con Bob Dylan…

 

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.