gtag('config', 'UA-102787715-1');

Beatles: Tutti i segreti dell’iconica copertina di Abbey Road

Abbey Road venne pubblicato l’8 agosto del 1969 per l’etichetta Apple Records. Si tratta di uno dei dischi più iconici nella storia del Rock e dell’ultimo album registrato in studio dai Beatles. Let It Be, infatti, vide la luce dalla raccolta di alcune incisioni rimaste inutilizzate nelle sessioni precedenti. Abbey Road dei Beatles rappresenta una pietra miliare della cultura moderna. Il Lato A del disco contiene brani che, nel corso degli anni, sono stati considerati come la testimonianza principale di un’epoca d’oro per la musica; parliamo di Come Together di John Lennon e delle celeberrime tracce firmate dal Beatle silenzioso, George Harrison, Something ed Here Comes The Sun. Sempre inclusa in Abbey Road, Octopus’s Garden, ultima delle uniche due composizioni scritte da Ringo Starr nei Beatles.

Il Lato B di Abbey Road si compone di un lungo medley madido di architetture musicali meravigliosamente orchestrate. Sebbene il disco risenta profondamente dei dissidi e degli screzi che, all’epoca, avevano inviso in maniera definitiva il legame tra i membri dei Beatles, Abbey Road rappresenta un caposaldo della cultura musicale contemporanea, anche grazie alla sua iconica copertina. I Beatles sono stati al centro di numerose leggende e accesi dibattiti riguardo il simbolismo delle loro fantastiche copertine, tra cui quella celeberrima di Abbey Road che ritrae i Fab Four mentre attraversano la strada in perfetta sincronia. In questo articolo, riportiamo i segreti che la cover del disco nasconde da oltre mezzo secolo.

I segreti della copertina di Abbey Road dei Beatles

Che la si ami o la si odi, quella di Abbey Road è una delle copertine più iconiche nella storia del Rock; ciò nonostante, lo scatto che ritrae i Beatles mentre attraversano la strada non fu la prima scelta. Al tempo, i Fab Four avrebbero dovuto prendere un aereo privato per recarsi ai piedi del Monte Everest, scattare una foto e ritornare in Regno Unito. La band, però, era impaziente e, questo, portò Paul McCartney ad avere un’idea rivelatasi a dir poco straordinaria. Il musicista pensò di uscire e fare uno scatto praticamente improvvisato fuori dal leggendario studio; si servì poi di una bozza per spiegare la sua idea agli altri 3 Beatles.

Era la mattina dell’8 agosto del 1969 quando il fotografo MacMillan ritrasse per ben sei volte i Beatles mentre erano intenti ad attraversare la strada. Il quinto scatto si rivelò quello ideale. In quell’occasione, i Beatles avevano solo dieci minuti per scrivere, ancora una volta, la storia; fu quello, infatti, il tempo che un poliziotto gli concesse per bloccare il traffico lungo la strada. A destra della foto, poi, si scorge la figura di un uomo in piedi sul marciapiede. Si trattava di Paul Cole; un turista americano inquadrato per puro caso durante lo scatto della copertina. L’uomo era ad Abbey Road per le vacanze estive e, più tardi, ha rivelato di non essersi reso conto di essersi trovato davanti i Beatles e di non aver neanche mai sentito il disco.

La morte di Paul McCartney ritratta sulla cover dell’album 

La leggenda secondo la quale Paul McCartney fosse morto in un incidente stradale e sostituito da un sosia osteggiò il quieto vivere dei Beatles per lungo tempo. Ad oggi, la teoria rimane al centro di accesi dibattiti da parte dei fan della band  più avvezzi al complottismo. In ogni caso, in molti sostengono che la copertina di Abbey Road fosse stato un modo per rappresentare il funerale di Paul McCartney.

Si crede, infatti, che l’abito bianco di John simboleggi il colore del lutto per alcuni culti orientali e che, quello di Ringo, sia un completo tradizionale nero. McCartney, a piedi scalzi, regge una sigaretta nella mano destra. All’epoca, le sigarette venivano chiamate in gergo “chiodi della bara”. Infine, per i primi due scatti, Paul indossò dei sandali, per poi decidere in un secondo momento di camminare scalzo; alcuni fan hanno interpretato il gesto come una sorta di indizio sul suo destino nefasto.

 

 

 

 

 

Share

Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)