Billie Joe Armstrong e la cocaina, ”Nel 2012 sono andato in riabilitazione”

La droga molto spesso nella vita degli artisti è sempre presente. Anche dopo un periodo di distacco dalle sostanze stupefacenti, può capitare che la voglia di farsi superi la forza d’animo di una persona. E’ quello che successe a Billie Joe Armstrong con la cocaina nel 2012.

¡Uno!“, “¡Dos!” e “¡Tré!” ma Armstrong non ricorda nulla

Nel 2012 Billie Joe Armstrong cadde nuovamente nel tunnel della cocaina. Al tempo fu un duro colpo alla carriera dei Green Day. Il gruppo infatti aveva da poco registrato e fatto uscire la trilogia degli album “¡Uno!“, “¡Dos!” e “¡Tré!” e avevano iniziato il tour per la promozione. Durante quel periodo però qualcosa andò storto. Una sera del 2012 il concerto dei Green Day venne interrotto per una scenata sul palco, durante il festival iHeart, da parte di Billie. Il frontman iniziò a girare tra la folla in modo confuso, spaccando la sua chitarra in millle pezzi.

La musica rock – afferma Armstrong  – dovrebbe farti stare male e questo era quello che volevo fare durante il festival iHeart. Io infatti volevo fare stare male proprio tutti”.

Inoltre disse che a causa della droga non ricorda quasi nulla delle registrazioni di “¡Uno!“, “¡Dos!” e “¡Tré!“. 

Durante la creazione dei nostri ultimi dischi ero piuttosto confuso. Nella mia testa – continua Armstrong – tutto era nebuloso e non riesco a ricordare assolutamente nulla. Credo che dentro c’erano delle canzoni fantastiche ma abbiamo dovuto prenderci una pausa perché ne avevamo davvero bisogno”.

I Ritmi di vita di Billie erano diventati insostenibili, feste tutte le sere, droghe ovunque e il giorno dopo non sapeva mai dove si trovava, a casa di chi o come ci fosse arrivato.

Il manager dei Green Day decise che Billie aveva bisogno di essere aiutato e lo mandò in riabilitazione. Le restanti date del tour e le promozioni già organizzate furono cancellate per salvare la vita di Billie Joe Armstrong. 8 anni dopo, il 7 febbraio 2020, è prevsta l’uscita del nuovo album della band “Father of all Motherfuckers”.

 

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Matteo Natalìa, 19 anni, mi divido principalmente tra la passione per la musica, in particolare suonare la batteria e scrivere. Esperto articolista di musica grunge e hippie. (matteo.natalia@libero.it)