Black Hole Sun, i misteri dietro all’inno dei Soundgarden

“Black Hole Sun” è uno di quei brani che, a partire dalla sua uscita nel 1994, non ha mai smesso di affascinare il pubblico. Un capolavoro indiscusso dei Soundgarden, un successo che (proprio come i maggiori successi) non era stato concepito come hit, ma semplicemente come uno degli ultimi singoli dell’album “Superunknown”. Sono tanti i giovani che negli anni ’90, toccati da quello che si è trasformato a tutti gli effetti in un inno generazionale, si affannavano nel vano tentativo di dare un significato al testo di questa canzone. Ebbene: a venticinque anni dalla sua pubblicazione, Black Hole Sun resta un mistero sempre più imperscrutabile.

La nascita di Black Hole Sun

Come nascono le grandi canzoni? A volte, sembra quasi che certe parole, certe melodie siano solo alla ricerca della voce giusta per poter uscire, semplicemente arrivano senza essere state cercate. Accade così con Black Hole Sun, brano nato “di getto” e scritto da Chris Cornell in circa 15 minuti.

Stavo tornando a casa in macchina ed erano le 4 del mattino – ha spiegato Chris – in quel momento mi è venuta in mente tutta la melodia. Ho iniziato a cantarla a ripetizione per essere certo di non scordarla. Appena arrivato a casa l’ho registrata subito su un registratore a cassetta che poi non ho mai più riascoltato. Il giorno dopo ho scritto il testo ma anche quello l’avevo in testa sin dalla sera prima”.

Nelle interviste, il frontman Chris Cornell ha definito il testo del brano un innocuo gioco di parole senza un significato preciso. Anche il titolo sembra essere nato per caso, partendo dall’errore di comprensione di una notizia in TV. Chris si accorse subito dell’errore, ma ormai l’immagine di quel “Black Hole Sun” gli era rimasta talmente impressa che pensò fosse il titolo perfetto per una canzone. 

Il testo di Black Hole Sun

Tutto partì quindi dal titolo. Da quell’immaginario nacque poi l’ispirazione per l’arrangiamento, la melodia e infine il testo. Nel momento in cui la scrisse, neanche Chris sembrava comprendere appieno quelle parole, come in uno “stream of consciousness”, come se fosse completamente “risucchiato dalla musica”.

Ne segue quindi un processo creativo in cui il testo gioca molto con il titolo, creando un paesaggio surreale e apocalittico. Nonostante una melodia che al primo ascolto può suonare allegra e rassicurante, il significato complessivo è molto più cupo. Il brano è infatti ricco di metafore dall’interpretazione confusa, di immagini tenebrose e visionarie che anticipano una catastrofe sempre più imminente.

Lo scenario catastrofico diventa poi ancora più evidente nel videoclip, uno squarcio onirico dell’idillio americano, da molti interpretato come critica alla middle-class. Sui volti distorti e sorridenti delle persone – che quasi sembrano personaggi di un cartone animato horror –  piomba l’apocalisse, quel Black Hole Sun tanto evocato che arriva e spazza via ogni cosa.

Il significato di Black Hole Sun

Il significato di Black Hole Sun non è mai stato svelato chiaramente. C’è chi lo interpreta come un attacco alla borghesia americana, chi ci vede immagini di spazio e buchi neri e chi invece preferisce leggerlo in chiave spirituale. Lo stesso Chris ha più volte affermato di non comprendere appieno il significato, di non sapere come gli siano uscite fuori le parole, ma di essersi invece lasciato trasportare da un processo di ispirazione inconscio.

Nel rileggere il testo di Black Hole Sun oggi, risulta quasi inevitabile leggerci un’oscura profezia del destino di Chris. Forse in realtà sapeva benissimo cosa voleva dirci con le parole “Hang my head, drown my fear, till you all just disappear”. O forse no. Ma è davvero così importante saperlo? In fin dei conti, il bello della musica è proprio che ognuno di noi è libero di interpretarla come più preferisce. Una cosa però è certa, caro Chris, citando il tuo testo: nessuno canta più come te.

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Alice Lonardi, classe 1995, laureata in Lingue e Letterature Straniere con specializzazione in Arts Management a Londra. Amante dell'arte in tutte le sue forme: dalla musica, al cinema alla letteratura. Assidua frequentatrice di concerti e in particolare appassionata di pop-punk, post-hardcore e metal. Bassista, pianista, a volte fotografa. Articolista e aspirante giornalista e critica musicale. (alicelonardi@yahoo.it)