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Black Sabbath: quella volta che un gruppo di satanisti lanciò una terribile maledizione ad Ozzy Osbourne e soci

Capita molto spesso che, per un motivo o per un altro, alcune band heavy metal siano collegate alla sfera del satanismo. Una delle prime formazioni a subire tali accuse sono stati i Black Sabbath di Ozzy Osbourne e soci. C’è stata, poi, una volta in cui i satanisti si accanirono contro i Black Sabbath, lanciando loro una terribile maledizione.

Black Sabbath: quella volta che un gruppo di satanisti lanciò una terribile maledizione ad Ozzy Osbourne e soci

Queste accuse di cui vi abbiamo parlato iniziarono nel 1970, quando la band britannica pubblicò il primo album omonimo, considerato da molti come il big bang che ha dato origine all’heavy metal. Tra psichedelia oscura e puro heavy metal, l’album ‘Black Sabbath’ propone un immaginario tutto nuovo, un immaginario fatto di simboli oscuri, misteriosi e non convenzionali. E, alla fine, furono proprio queste tematiche extra musicali ad attirare quella serie di critiche.

Un giorno, poi, i Black Sabbath si rifiutarono di esibirsi in un concerto organizzato dai satanisti che, per ripicca, lanciarono una tremenda maledizione contro la band heavy metal statunitense. L’episodio è stato riportato dallo stesso Ozzy Osbourne nella sua biografia:

“All’inizio non volevo credere al fatto che le persone che ci avevano invitato alla Druid mecca britannica erano dei satanisti. Questi mostri con trucco bianco e abiti neri venivano da noi dopo gli show e ci invitavano alle loro messe ‘nere’. Io però gli dicevo: “ascoltate ragazzi, gli unici spiriti maligni che mi interessano si chiamano gin, whisky e vodka.”

“Un giorno poi -continua Ozzy Osbourne- un gruppo di satanisti ci invitò a Stonehenge per un concerto. Diciamo che gli abbiamo invitati dolcemente ed educatamente ad andare a quel paese. Loro, di tutta risposta, dissero che ci avrebbero maledetto.”

Il racconto di Tony Iommi

Questo, come potete immaginare, non è certo il primo ‘incidente’ dei Black Sabbath con i satanisti. Tempo fa, infatti, Tony Iommi raccontò una storia piuttosto curiosa ed interessante:

“Una notte poi, dopo un concerto, tornammo in hotel e nel corridoio che portava alle nostre stanze trovammo una serie di uomini vestiti di nero ed incappucciati che cantavano delle cose strane. Dopo essere entrati nelle stanze continuavamo a sentire quei canti e così decidemmo di chiamare la sicurezza, ma niente, non accadde nulla. Così architettammo un piano: mettemmo tutti un timer alla stessa ora e, quando suonò, ci fiondammo tutti fuori dalle nostre stanze a cantare ‘Happy Birthday’. Naturalmente loro se la presero a morte con noi, pensavano gli avessimo aiutati con le loro messe sataniche e invece gli cantammo semplicemente ‘Tanti auguri a te’.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)