gtag('config', 'UA-102787715-1');

Black Sabbath, Tony Iommi: “Credevo che Paranoid fosse orribile”

I Black Sabbath sono stati una band fondamentale per la storia della musica contemporanea. Considerati all’unanimità come i padri dell’Heavy Metal, i Sabbath hanno messo la firma su alcune delle pietre miliari più oscure ed evocative di tutti i tempi. Parliamo di una band, i cui trascorsi, intrisi di mistero, continuano ad affascinare migliaia di giovani; spingendoli ad intraprendere un percorso in musica nel tentativo di seguire le loro orme. Sebbene la storia dei Black Sabbath sia costellata di controversie, l’opera del gruppo rimane uno degli esempi più brillanti del Rock degli anni d’oro. Eppure, una delle loro gemme più preziose è stata, per lungo tempo, denigrata dal suo stesso creatore, parliamo di Paranoid e del controverso parere di Tony Iommi

Nel corso di una recente intervista che l’ormai ex chitarrista e fondatore dei Black Sabbath, Tony Iommi, ha rilasciato per Kerrang!, questi ha parlato della storia di Paranoid, di cui, questo 9 ottobre, è decorso il cinquantesimo anniversario. Il disco, che venne pubblicato ne 1970, come seconda fatica in studio dei Sabbath, è stato rilasciato in una nuova deluxe edition celebrativa in tutto il mondo. Durante il colloquio, Iommi ha toccato gli argomenti più disparati, spiegando che, la traccia, fosse nata a partire dal suo riff di chitarra a cui, successivamente, si sono aggiunti il resto degli strumenti. In quest’articolo, ne riportiamo le parole.

Perché Tony Iommi reputava Paranoid orribile?

Nel corso dell’intervista, ovviamente, Tony Iommi si è soffermato sull’iconica traccia Paranoid, che diede nome al disco, spiegando di averla, inizialmente, reputata orribile. Il chitarrista ha motivato la sua affermazione dicendo: “Il primo problema con la canzone arrivò sugli assoli. Il nostro produttore, Rodger Bain, aveva solo venticinque anni quando lavorò con noi al disco. Decise di usare lo stesso effetto di modulazione usato nella linea vocale di Iron Man per il solo di Paranoid. Gli dissi che pensavo fosse orribile, ma alla fine superammo questa cosa e tenemmo il solo nel disco”.

Inizialmente, comunque, Paranoid non sarebbe dovuta finire nel secondo album della band. Sembrerebbe, infatti, che la traccia fosse stata concepita come un riempitivo di sorta. “Il resto del gruppo era fuori dallo studio quando Rodger mi chiese se avessimo altre canzoni – ha spiegato Iommi – Gli risposi sinceramente, dicendogli che avevamo usato tutto quello che avevamo a disposizione. Poi gli proposi questo riff semplicissimo che, successivamente, mostrammo alla band quando fece ritorno. Come tutti sanno, finimmo per registrare il pezzo all’ultimo minuto. Non gli demmo molto peso poiché avrebbe solo dovuto riempire un vuoto. Non a caso, credo sia la canzone più breve dei Black Sabbath”.

Infine, sembrerebbe che il disappunto di Tony Iommi nei confronti di Paranoid fosse aumentato quando, i vertici della label per la quale avevano firmato, avessero deciso di utilizzarla come singolo di punta per il disco e, addirittura, come title track. Le intenzioni del chitarrista per la band, del resto, si discostavano ampiamente dal successo di massa; puntando piuttosto alla diffusione di messaggi forti per la comunità underground dell’epoca. Il chitarrista, comunque, ha concluso la sua intervista rivelando di dovere molto a Paranoid e spiegando che, senza di lei, i Black Sabbath non sarebbero potuti diventare le leggende che sono oggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Share

Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.