I 10 momenti più importanti nella storia del Metal

Che si voglia o meno, il Metal è, da sempre, un genere controverso e dall’elevatissimo carico emotivo. Nel corso dei decenni si sono susseguiti dibattiti di ogni tipo per cercare di abbattere o alimentare stereotipi e maldicenze che, alla fine, non hanno fatto altro che incupire e rivestire di un’alone di mistero un genere già, di per sé, oscuro ed intrigante. È pur vero che, le differenti declinazioni con cui il Metal è stato interpretato negli anni, hanno conferito un certa notorietà ad un gran numero di musicisti.

Si sa, cavalcare l’onda del successo è difficile, nonostante sia l’auspicio di gran parte degli artisti. Alcuni più di altri, però, hanno impresso determinati aspetti della loro vita o delle loro opere nel pensiero comune. In questa classifica, abbiamo raccolto alcuni tra i più grandi momenti nel Metal. Senza fare capo ad alcun sottogenere, ma riferendoci soltanto all’apporto che, questi, hanno avuto sul modo di concepire il Metal da parte dell’immaginario collettivo.

10) I Black Sabbath inventano il Metal

Pochi anni dopo aver iniziato a suonare la chitarra, Tony Iommi è stato vittima di un incidente fatale che avrebbe potuto distruggere i suoi sogni. Al tempo, Iommi lavorava in una fabbrica in cui piegava il metallo mediante l’uso di fiamme ossidriche. Tony voleva dedicare più tempo alla band nella quale suonava, i Birds & Bees. Il chitarrista pensò di lasciare il suo lavoro un giorno dopo la pausa pranzo. Sua madre, però, lo convinse a fare quella che, secondo lei, sarebbe stata la scelta giusta, continuando a lavorare.

Quella volta, Tony dovette tagliare gli enormi fogli di metallo servendosi di una pressa. Il giovane Iommi non aveva mai lavorato con quel macchinario che, a causa di una manovra erronea, gli portò via le punte di due dita. Determinato a non voler smettere di suonare, il giovane Tony costruì delle rudimentali protesi partendo da bottiglie in plastica sciolte e brandelli di pelle da apporre sulle estremità del medio e dell’anulare della mano destra.  Questo, gli permise di suonare come chiunque altro, utilizzando corde più morbide e accordando la sua chitarra in tonalità più basse in modo da adottare sonorità più sinistre e oscure.

9) Nikki Sixx rischia la morte dopo un’overdose

Visti i trascorsi dissoluti ed altamente edonistici dei Motley Crue, le parole del celeberrimo brano Dr. Feelgood potrebbero essere fraintese con estrema facilità. Il brano potrebbe, infatti, apparire come un tributo alle esperienze sessuali particolarmente discutibili avute dai membri della band durante gli anni d’oro del Glam Metal.

Comunque sia, il testo della canzone, in realtà, è stato ispirato dal momento di morte temporanea del bassista Nikki Sixx che, a seguito di una letale overdose di eroina, è stato vittima di un infarto. Il 23 dicembre del 1987 Sixx venne dichiarato clinicamente morto, il primo tentativo di rianimarlo con una siringa di adrenalina fu vano. Occorsero due iniezioni per riportare Nikki nel mondo dei vivi che, nei giorni successivi all’accaduto, scrisse una delle Hit più famose dei Motley Crue.

8) Lemmy Kilmister lavora per Jimi Hendrix

La carriera di Lemmy coi Motorhead è, sicuramente, una delle più brillanti nell’intera storia dell’ Heavy Metal. Pur tuttavia, il leggendario bassista fonda il gruppo a 30 anni. La vita di Lemmy fino ad allora, è sempre stata scandita a tempo di musica, ma tra esperienze di gruppo finite male e lavori frustranti e saltuari, il giovane Kilmister ha sempre cercato di sbarcare il lunario alla ricerca della totale libertà. Nel 1967 Lemmy è costretto a tornare a vivere da sua madre dopo che la sua prima band professionista si scioglie.

All’interno della sua autobiografia, White Line Fever, Kilmister spiega quanto per lui fosse importante raggiungere Londra e potervi lavorare. “Chiamai il mio unico contatto inglese, a parte Jon Lord dei Deep Purple e gli chiesi se potesse ospitarmi a casa sua. Il caso volle che Neville Charters  all’epoca lavorasse per Jimi Hendrix e convivesse con il bassista degli Experience Noel Redding. Accettai un lavoro come Roadie senza avere quasi mai rapporti diretti con Jimi. So solo che era una persona squisita e veramente gentile, anche se, parliamoci chiaro, finché non muore nessuno sembrano sempre tutti simpatici e affabili”.

Lemmy prosegue spiegando quanto la timidezza di Hendrix alla voce abbia potuto formarlo come cantante: “Trovavo Jimi straordinario quando cantava, ma la verità è che provava vergogna nel farlo. Quando il gruppo incideva in studio, Hendrix si rintanava a cantare in un angolo affinché gli altri non lo vedessero; eppure io trovavo la sua voce soul molto potente”.

7) I Ghost rompono i canoni del Metal

Come ogni altro genere, il Metal è ricco, non solo di periodi particolari, ma soprattutto di vere e proprie mode. È raro, quindi, che un artista o un gruppo decidano di distruggere completamente i canoni imposti dalla massa. I Ghost sono l’esempio lampante di band controcorrente. Con Opus Eponymous, nel 2010, il gruppo ha rivestito l’ambiente metal di un nuovo alone più catchy e melodico, ma allo stesso tempo, tecnicamente eclettico. Il mito creatosi dietro i personaggi mascherati coinvolti nel gruppo, ne rimarca ulteriormente l’eccitazione.

Molti artisti nella scena metal hanno arricchito la loro presenza attraverso alter-ego arcani, ma i Ghost hanno saputo rafforzare una tendenza, di per sé, già molto forte. I Musicisti del gruppo o Nameless Ghouls, sono da sempre anonimi ed indossano tutti la stessa maschera, mentre il frontman cambia in occasione di ogni album, nonostante la mostruosa similarità delle voci alternatesi nel corso degli anni. Sembrerebbe, inoltre, che i fan non vogliano vedere molto di ciò che si cela dietro il sipario dei Ghost, consapevoli del fascino che l’anonimato infonde sulla figura della band.

6) Eddie Van Halen sbaraglia i Black Sabbath dal vivo

L’estate del 1978 vide un cambio repentino della guardia nella scena Heavy Metal internazionale. I Black Sabbath stanno passando un periodo particolarmente turbolento in cui screzi e dissidi la fanno da padroni, distruggendo gli equilibri della band ormai già veterana dell’Heavy Metal. Never Say Die, l’album che il gruppo stava provando a promuovere in quel periodo, riscosse pessimi risultati da parte della critica e dei fan che preferirono acquistare i lavori di nuove leve come i Van Halen.

Il gruppo, capitanato da David Lee Roth era impegnato come band d’apertura ai concerti dei Sabbath, ciò nonostante, la maggior parte dei fan che assistevano alle esibizioni, compravano i biglietti solo per ascoltare Eddie e le sue rivoluzionarie tecniche chitarristiche. I Sabbath lo sapevano e, complice lo spropositato abuso di droghe e alcool che, non solo danneggiò il clima di gruppo, ma decimò soprattutto gli introiti della band, non poterono prendere provvedimento alcuno, data la consapevolezza di quanto stesse accadendo e del disappunto degli ascoltatori nei confronti di Never Say Die.

5) I System Of A Down conquistano la Billboard 200

Durante le ultime settimane di settembre del 2001, i System Of a Down hanno shockato il mondo intero, dominando la Billboard 200 con Toxicity, secondo album in studio della band. Sbaragliando la scena Pop, all’epoca dominata da Alicia Keys.  Il Metal underground era diventato un fenomeno di costume grazie all’iconica Chop Suey!  Daron Malakian, chitarrista della band ricorda quanto fosse stato strano cambiare vita da un giorno all’altro: ” Ero al supermercato quando alcune persone cominciarono a riconoscermi, chiedermi foto e autografi. La mia vita cambiò di colpo, ma le persone non capiscono che, per quanto positivi, i cambiamenti possono destabilizzare le persone. La società crede che essere famosi sia una cosa bella che tutti amerebbero. Ma io non credo di apprezzarla realmente. Ero diventato una Rockstar internazionale, ma vivevo ancora coi miei genitori”. La fama dei System Of A Down non si è mai assopita. Ad oggi, la band continua a riempire le arene di tutto il mondo, nonostante non pubblichino nuovo materiale dal 2005. In ogni caso, Toxicity è una pietra miliare, non solo del Metal, ma soprattutto della cultura musicale moderna.

4) Gli omicidi del Black Metal

La storia del Black Metal norvegese ha cominciato a marcire a causa di alcune controversie estremamente inquietanti. Burzum seppe portare il fanatismo a livelli fino ad allora inauditi. Il primo tetro episodio risale al suicidio del cantante dei Mayhem  Yngve “Dead” Ohlin. Burzum arrivò sulla scena del delitto e cominciò a fotografare l’arma con cui Dead si tolse la vita, gli oggetti che lo circondavano e il cranio distrutto del suo cadavere. Quest’ultimo famigerato scatto, è stato utilizzato per la copertina dell’album Live bootleg Dawn Of The Blackhearts. Vikernes rivendica di aver portato con sé alcuni denti dal cadavere di Dead.

La prossima storia, invece, ha inizio quando Varg viene accusato di aver bruciato tre chiese in Norvegia. I fatti sarebero, ad oggi, stati negati. Il 10 agosto del 1993, Vikernes arriva a casa di Euronymus, chitarrista dei Mayhem, per discutere dopo essere stato messo al corrente di un complotto secondo il quale, lo stesso chitarrista avrebbe voluto torturarlo a morte.

Alcuni giornali riportano che, a seguito di una colluttazione, Vikernes abbia accoltellato Euronymus 23 volte. Burzum viene dichiarato colpevole, condannato a scontare 21 anni di galera. Durante il processo, Vikernes non ha mostrato alcun rimorso, alcune foto lo ritraggono sorridente dopo la sentenza. Nel corso degli anni, Burzum è stato più volte accusato per aver glorificato crimini di guerra e razzismo, fino ad essere arrestato in via cautelare in Francia, per l’ipotetica pianificazione di un massacro.

3) I Pantera diventano un’icona Pop

Nel 1994, l’Alternative rivoluziona completamente il modo di fare musica di quegli anni. Il debutto del terzo album dei Pantera, sbaraglia tutte le concezioni fino ad allora date per scontate e, il 22 marzo di quello stesso anno, la band arriva al primo posto della Billboard con Far Beyond Driven. Ad oggi, si tratta di uno dei dischi più Heavy ad aver mai scalato le vette delle classifiche internazionali.

Vinnie Paul spiega le intenzioni della band dopo il successo di Vulgar Display Of Power: “prima ancora che scrivessimo una sola nota per questo disco, sapevamo che sarebbe stato uno dei più violenti a varcare gli estremi delle classifiche mondiali. Dopo Vulgar, tutti si aspettavano un passo indietro da noi, un disco più tranquillo, ma ci siamo spinti oltre ogni limite raggiungendo i punti più alti delle nostre capacità”. Nonostante l’ampissima percentuale di consensi, però, il disco ha impiegato circa 3 anni prima di raggiungere il milione di copie vendute, pur rimanendo in classifica per ben 29 settimane.

2) Bruce Dickinson entra negli Iron Maiden

Dopo aver inciso due dischi e aver girato il mondo con Paul Di’Anno, le ambizioni degli Iron Maiden erano vertiginosamente aumentate, di pari passo con le loro esigenze musicale. Il problema più grande era che, il cantante, stesse accusando una forte nostalgia di casa, insieme ad un’altrettanto grave dipendenza da sostanze stupefacenti. Il clima era particolarmente burrascoso e, presto o tardi, il vento del cambiamento avrebbe colpito i Maiden.

Lo stile di Di’anno conferiva alla band una vena Punk che, i Maiden stessi erano ben determinati a rifiutare aspramente. Pur tuttavia, il tocco graffiante di Di’Anno si equilibrava alla perfezione con la melodicità delle strumentali proposte dal gruppo. In ogni caso, era arrivato il momento di cambiare e migliorarsi. Rod Smallwood, manager della band, cominciò a ricercare nella vasta scena underground britannica un cantante degno di nota. Dopo poco tempo, Bruce Dickinson entrò a far parte della band.

Il giovane, reduce da un’infelice esperienza con i Samson era perfetto peri il progetto che i Maiden si erano prefissati. Questo, grazie alla sua teatralità sul palco e, soprattutto, alla straordinaria potenza della sua voce che lanciò gli Iron Maiden in un periodo d’oro grazie al quale, ancora oggi, sono considerati uno dei gruppi più importanti nella storia del Metal.

1) “Iowa” degli Slipknot diventa disco di Platino immediatamente

Nel 1999, il successo dell’omonimo album di debutto degli Slipknot, lasciò conquistare alla band il secondo palco dell’ Ozzfest. L’esibizione fu esplosiva, si respirò un’aria molto più pericolosa e violenta rispetto a qualsiasi altro gruppo Metal degli ultimi decenni. Di li a poco, gli Slipknot divvenero un caposaldo della scena Metal internazionale, un Jolly che non poteva mancare nelle lineup dei Festival. Lo stile del gruppo fondeva la straordinaria popolarità del Nu Metal con l’aggressività del Death Metal e del Grindcore.

La corona di spine di cui si tesseva il groviglio del loro inconfondibile sound era magnificamente adornata dalla versatilità e dall’irruenza di Corey Taylor alla voce. Nessuno è ancora riuscito ad eguagliare la loro presenza. Nel 2001, Iowa diventa il manifesto della rabbia repressa, un incessante monito alla violenza e all’ostilità che imperversa nel cuore di chi ascolta. Il disco ha avvicinato molte persone al Metal nel corso degli anni, rendendo pericolo e alienazione fenomeni mainstream, nonostante la malevolenza delle azioni predicate all’interno dell’opera.

Iowa presenta strumentali ricche, cattive e prorompenti. Taylor è immenso mentre esorcizza evocativamente i suoi demoni interiori. In ogni singola nota, si percepisce lo strazio, il dolore e l’assoluto bisogno di emergere da una realtà lancinante. Iowa viene rilasciato il 28 agosto e certificato disco di Platino il 25 ottobre di quello stesso anno. L’album viene percepito dalla critica come uno spartiacque, un divisorio necessario tra due fasi troppo diverse tra loro.

L’abbattimento degli stereotipi e la percezione degli sforzi tecnici dietro la struttura dell’opera Metal non sembravano più un’utopia. I metodi adottati fino ad allora per esprimere emozioni e sentimenti così contrastanti tra loro attraverso l’eclettismo tecnico della violenza tipica del Metal venivano ormai concepiti come una forma d’arte assolutamente rispettabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)