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Bluvertigo, La storia della trilogia chimica

I Bluvertigo sono un unicum nella storia della musica italiana. Infatti, hanno sempre avuto uno stile particolarissimo che li ha fatti distinguere nel panorama musicale non solo in Italia, ma anche fuori. Hanno aperto concerti di star internazionali, intervistato importanti personalità e questo perché oltre ad avere un repertorio unico nel suo genere, hanno sempre mostrato una grandissima cultura musicale. Il leader, Morgan, ora è conosciuto per stravaganze e programmi televisivi, ma ha sempre avuto in primis una cultura musicale sconfinata. Anche grazie a lui i Bluvertigo hanno sempre dimostrato di sperimentare e unire tantissime influenze, che passano dai Duran Duran a David Bowie, dai Depeche Mode al cantautorato. I loro lavori migliori sono sicuramente i tre album della trilogia chimica, che i Bluvertigo pubblicarono dal 1995 al 1999.

La trilogia chimica dei Bluvertigo inizia: Acidi e basi

Nel 1995 esce Acidi e basi, il primo album della trilogia chimica dei Bluvertigo. Parlando di influenze fondamentali per la band, qui è presente una versione in italiano di Here is the house dei Depeche Mode. Poi troviamo Decadenza, un brano che esprime decisamente il concetto alla base della musica dei Bluvertigo. La decadenza appartiene moltissimo alla loro concezione della musica e dell’arte, aspetti estetici e filosofici che riguarderanno sempre la loro produzione. Degna di nota è anche Iodio, cinica e spregiudicata invettiva contro l’amore ad ogni costo. Tremendamente autobiografica e forse la più significativa per comprendere la personalità di Morgan è poi Vivosunamela, che critica molto la società come tutte le altre canzoni, pensiamo a Il Dio denaro.

Il secondo disco: Metallo non metallo

La trilogia chimica dei Bluvertigo prosegue con Metallo non metallo. Questo disco è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia. Lo troviamo alla posizione numero 93. Rispetto al precedente abbiamo naturalmente una continuità, non data solamente dal fatto che parliamo ovviamente sempre di chimica nel titolo. Le tematiche principali sono sempre la critica alla società, l’alienazione dell’uomo, la decadenza, ecc. Con il singolo Altre forme di vita venne pubblicata anche una cover live di Never let me down dei Depeche Mode.

Zero – ovvero la famosa nevicata dell’85

La trilogia si chiude con questo disco il cui titolo alla componente chimica in realtà unisce un riferimento storico alla nevicata che colpì l’Italia nel 1985. Probabilmente fu l’album meno fortunato della carriera dei Bluvertigo. I testi vennero considerati ostici, il sound ripetitivo ed in generale fu etichettato come disco di difficile comprensione e un po’ pretenzioso. In realtà, l’idea di Morgan era estremamente ambiziosa: voleva sperimentare di tutto, dal pop all’elettronica. Tuttavia questa sua idea non fu molto capita. Sicuramente ancora una volta qui mise molto del suo, pensiamo a La crisi, brano molto introspettivo.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.