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Le migliori canzoni d’amore di Bob Dylan

Quasi tutti i cantautori, artisti o rockband hanno in repertorio almeno una ballad romantica o una canzone da dedicare alla persona che si ama. Alcuni sono pezzi intramontabili e struggenti che suggellano la fine di un sentimento; altre sono canzoni leggendarie e commoventi, che mettono in note le proprie emozioni. Andare alla scoperta di questo vasto ed eclettico repertorio è sempre interessante, tornando indietro negli anni all’interno degli vasta discografia mondiale. Oggi scopriamo le migliori canzoni d’amore del grande cantautore statunitense Bob Dylan.

BOB DYLAN, RICONOSCIMENTI E TRAGUARDI DEL CANTAUTORE

Bob Dylan, pseudonimo di Robert Allen Zimmerman, si è imposto nel panorama artistico e culturale internazionale molto più che come semplice cantante. Distintosi come scrittore, poeta, pittore e scultore, Dylan ha raggiunto incredibili traguardi nell’arco della propria carriera, attestandosi come una delle figure di spicco della cultura di massa e della letteratura mondiale.

A dimostrazione del grande impatto che le sue parole e le sue riflessioni hanno avuto sulla coscienza collettiva, anche l’assegnazione del Premio Nobel della Letteratura nel 2013 con la seguente motivazione: “Per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”.

I WANT YOU, BLONDE ON BLONDE, 1966

Al primo posto di questa breve classifica dei migliori brani d’amore di Bob Dylan troviamo I Want You, pubblicato come singolo nel Giugno del 1966. La traccia è contenuta nel settimo album del cantautore statunitense, chiamato Blonde on Blonde. Ci troviamo di fronte ad uno dei brani più orecchiabili di Dylan – con le sua vaste suggestioni pop – ma con un testo, come di consueto, piuttosto criptico.

Si va da versi surreali e costellati di immagini fuorvianti, a dichiarazioni esplicite e schiette. Molti hanno ritenuto che I Want You fosse dedicato a Anita Pallemberg, all’epoca fidanzata del fondatore dei Rolling Stones, Brian Jones. Nonostante interpretazioni contrastanti – che hanno anche inquadrato l’eroina come possibile soggetto del brano – è più plausibile che la protagonista fosse Sara Lowndes, con la quale Dylan si era da poco sposato.

JUST LIKE A WOMAN, BLONDE ON BLONDE, 1966

Al secondo posto di questa classifica incentrata su Bob Dylan troviamo sempre un estratto dell’album del 1966, Blonde on Blonde. Il brano in questione è Just Like a Woman, un pezzo che descrive l’essenza della femminilità di una donna – in bilico tra il suo essere adulta e il suo essere bambina.

Stando alle dichiarazioni dell’epoca, sembra che Bob Dylan avesse scritto Just Like a Woman nel 1965, mentre si trovava in tour a Kansas City. La persona della quale si parla nel testo potrebbe essere Edie Sedwick, una donna di New York che frequentava l’ambiente della Factory di Andy Warhol. In quel periodo infatti, Dylan aveva fatto il suo ingresso in quel circolo di intellettuali e musicisti, compreso Lou Reed dei Velvet Underground.

DON’T THINK TWICE, IT’S ALL RIGHT, 1962

Troviamo ora, alla terza posizione di questa breve classifica sui brani d’amore migliori di Bob Dylan, una canzone che parla di questi sentimenti da un altro punto di vista. Si tratta di Don’t Think Twice, It’s All Right, pubblicata dal cantautore nel 1962 e considerata una delle tracce più iconiche e rappresentative del primo Dylan.

In effetti, il brano venne scritto nel periodo in cui Suze Rotolo – la sua fidanzata dell’epoca – aveva prolungato la propria permanenza in Italia a tempo indeterminato, lasciando Bob Dylan da solo. In un mix di poesia e spiccate sonorità country, il cantautore prova ad affrontare la fine di una relazione importante.

LAY LADY LAY, NASHVILLE SKYLINE, 1969

Al quarto posto di questa classifica troviamo Lay Lady Lay composta da Bob Dylan per il suo album Nashville Skyline nel 1969. La canzone è diventata – nel tempo – una sorta di standard musicale per molti altri artisti e cantanti. Ma inizialmente ricevette un’accoglienza tiepida da parte dei fan, soprattutto per il fatto che Dylan avesse scelto di cantare con un tono vellutato, piuttosto che con il suo distintivo timbro nasale.

Originariamente, il cantautore aveva scritto la canzone per il film Un Uomo da Marciapiede, ma non riuscì a terminarla in tempo per il compito. Questo fu il motivo per il quale l’autore di Like a Rolling Stone fu sempre dubbioso se pubblicarla o meno come singolo. Alla fine lo fece solo dietro insistenza del presidente della Columbia Records, Clive Davis.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.