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Bob Dylan, Le 5 canzoni del cantautore che hanno avuto più cover

Tanto si è detto su quanto Bob Dylan sia una personalità assolutamente fondamentale per la storia culturale mondiale. Non si tratta semplicemente di un cantante, ma di un autore di testi indimenticabili che continua ancora oggi a sorprendere e vendere tantissimo. Dylan ha saputo combinare diversi stili per costruire influenze senza le quali non esisterebbero moltissimi artisti. Per questo motivo, i suoi brani vengono riproposti da molti cantanti. Abbiamo quindi deciso di proporre le canzoni di Bob Dylan che sono state più reinterpretate.

Knockin’ on Heaven’s Door

Singolo del 1973, è sicuramente uno dei più famosi del cantautore. Di base la canzone è country, ma è stata riproposta in moltissimi altri generi. Tutti conosciamo la versione rock dei Guns N’ Roses, probabilmente la cover più famosa. Ma il brano è stato cantato anche dal Boss Bruce Springsteen, Mark Knopfler, Eric Clapton, Roger Waters, ecc. Più di recente l’ha riproposta nei suoi concerti Lana Del Rey.

Like a rolling stone

Non stupisce trovare questo brano nella lista, visto che è uno dei più apprezzati di Bob Dylan. Nel 2004, la rivista statunitense Rolling Stone la dichiarò addirittura la più bella canzone di tutti i tempi. Allora ha avuto grande fortuna anche nelle cover. La interpretò David Bowie, ma anche Bob Marley e David Gilmour. Per quanto riguarda cover fatte da band, la rifecero i Rolling Stones (visto il titolo, sembrava chiaro) e i Bon Jovi. Più di recente una cover venne fatta dai Green Day.

Just like a woman

Si tratta di uno dei testi più controversi di Bob Dylan. Infatti, è stato spesso accusato di misoginia e sessismo, puntualmente smentiti ad esempio dai suoi biografi. Ha avuto un enorme successo e quindi anche questa riscontra la presenza di diverse cover. La più famosa è sicuramente quella di Jeff Buckley, inserita nell’album You and I, pubblicato dopo la sua morte. Anche altri artisti la interpretarono, come ad esempio Rod Stewart.

Changing of the guards

Forse questa non ha un numero di cover eccessivo, se pensiamo a quelle “ufficiose”, realizzate durante concerti, ecc. Ma ne furono registrate in album veri e propri. La più conosciuta è quella di Patti Smith, grande amica di Dylan. Realizzarono cover del brano anche Frank Black, Juice Leskinen, ecc.

Blowin’ in the wind

Concludiamo con quella che forse maggiormente viene riproposta. Blowin’ in the wind non è una semplice canzone, ma una poesia manifesto di una generazione e di un movimento, la Beat Generation. Le cover del brano furono tantissime, anche già in Italia in una versione tradotta da Mogol, interpretata tra i tanti da Luigi Tenco. Nel testo originale la ripresero Elvis Presley, Bruce Springsteen, Stevie Wonder e molti altri ancora.

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
How many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, ‘n’ how many times must the cannon balls fly
Before they’re forever banned?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind
The answer is blowin’ in the wind.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.