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Bob Dylan: quando diede buca ad Elvis Presley

Bob Dylan è uno dei cantautori più noti ed amati del mondo. I suoi testi e la sua poetica attraggono ogni anno nuovi ammiratori e gli sono valsi il premio nobel per la letteratura nel 2016. All’epoca per altro l’annuncio della premiazione portò ad una serie do polemiche. Questo fu dovuto principalmente a due fattori: per iniziare alcuni pensavano che il musicista di Duluth non meritasse quel titolo, inoltre quest’ultimo annunciò che non si sarebbe ritirato alla cerimonia di premiazione. Alla fine in realtà si presentò, ma in un contesto estremamente esclusivo e blindato.

Bob Dylan e l’influenza di Elvis Presley

Per sua stessa ammissione, uno degli artisti che ebbe grande influenza su di lui fu Elvis Presley. Del resto è naturale che sia così, soprattutto se pensiamo che Bob Dylan nacque nel 1941, per cui al momento dell’esplosione del fenomeno Elvis, ossia nel 1956, fosse in piena adolescenza, avendo solo 15 anni. A tal proposito Dylan ha affermato: “La prima volta che sentii la voce di Elvis, capii che non avrei mai lavorato per nessuno. Ascoltarlo per la prima volta fu come evadere di prigione!”.

Le cover di Elvis

Dal canto suo anche Elvis non rimase indifferente al fascino della poetica di Dylan. Nel corso degli anni ’60 e ’70 infatti registrò due cover. La prima venne pubblicata nel 1966 e venne pubblicato all’interno dell’album “Spinout”. Al fianco dei brani della colonna sonora dell’omonimo film venne infatti rilasciata anche la cover di “Tomorrow Is A Long Time”. Invece nel 1971 venne invece registrata “Don’t Think Twice, It’s All Right”, poi inserito nell’album “Elvis” del 1973.

La strana coppia

Malgrado questa stima reciproca Bob Dylan ha raccontato in una recente intervista ha rivelato un particolare che potrebbe sorprendere molti appassionati di musica rock. Infatti il cantante di “Blowing In The Wind” avrebbe dovuto presentarsi ad una session di registrazione del re del rock’n’roll. Per altro non avrebbe dovuto farlo da solo, ma con un altro grande della musica: George Harrison dei Beatles, anche lui grande fan di Elvis.

Bob Dylan: “Semplicemente non ci presentammo!”

Questa coppia di assi si sarebbe dovuto presentarsi in studio da Elvis per registrare chissà quale canzone. Purtroppo non lo scopriremo mai perché, come ha spiegato Bob Dylan: “Semplicemente non ci presentammo.”. Sicuramente ciò sarebbe venuto fuori da una session simile avrebbe delicato qualsiasi tipo di ascoltatore. Sarebbe andato in scena un episodio di straordinaria rarità, come quando nel 1956 si riunirono alla Sun Records quattro tra i più importanti cantanti rock’n’roll di sempre: Elvis Presley, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins, denominato dal produttore Sam Philips “One Milioni Dollar Quartet”.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com