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Bob Marley: com’è nata l’iconica Redemption Song?

Bob Marley è uno dei più grandi artisti che la musica mondiale abbia mai conosciuto. Anzi, definirlo solo un artista può sembrare addirittura riduttivo: Bob Marley non era solo un musicista, ma anche e soprattutto un rivoluzionario ed un attivista. Con il suo reggae contagioso, immortale e rilassante, il musicista di Nine Mile ha provato in ogni modo a combattere contro le ingiustizie del mondo e, soprattutto, contro le oppressioni politiche e razziali, tentando in ogni modo di unificare i popoli di colore in un unico credo. Ed è proprio per questo che, probabilmente, l’impegno politico ha superato perfino le sue innate doti di musicista. Alcuni indimenticabili brani come ‘No Woman, No Cry’, ‘One Love’, ‘Could You Be Loved’, ‘I Shot The Sherriff’, ‘Is This Love’ e ‘Redemption Song’, hanno scritto pagine indelebili nella storia della musica. Noi, oggi, vogliamo soffermarci in particolar modo sul singolo ‘Redemption Song‘, uno dei tanti cavalli di battaglia di Bob Marley.

I primi passi di Bob Marley verso la musica

Nato in Giamaica il 6 febbraio del 1945 da padre inglese e madre giamaicana, Bob Marley iniziò ad avvicinarsi alla religione rasta quando aveva appena 15 anni e, contemporaneamente, iniziò anche a muovere i primi passi verso la musica incidendo il singolo ‘Judge Not‘. Marley però, a causa delle sue origini razziali miste, fu vittima di pregiudizi e, da uomo saggio, affrontò la cosa nel migliore dei modi:

“Io non avrò mai pregiudizi contro di me. Mi chiamano mezzosangue perché mia madre era nera e mio padre era bianco, ma io non patteggio per nessuno. Io non sto né dalla parte dell’uomo bianco né da quella dell’uomo nero. Io sto dalla parte di Dio, colui che mi ha creato e che ha fatto in modo che io venissi generato sia dall’uomo nero che dal bianco.”

Il significato di Redemption Song di Bob Marley

Questo è, in sintesi, il profondo pensiero che Bob Marley ha portato avanti per tutta la sua vita. Un pensiero che, spesso e volentieri, ritorna anche nelle sue iconiche canzoni, come ad esempio Redemption Song. Il brano, estratto dall’album del 1980 Uprising, è uno dei più significativi della carriera di Marley. Uprising è praticamente l’ultimo disco pubblicato dall’artista giamaicano prima della sua morte, avvenuta un anno dopo per un melanoma al piede destro.

Scritta nel 1979, cioè nel periodo in cui Marley aveva già pienamente coscienza della malattia che lo avrebbe condotto alla morte, Redemption Song si distacca dai soliti canoni reggae ed appare più come una canzone folk. Più che una canzone in realtà Redemption Song si presenta come un vero e proprio inno alla rivoluzione, alla pace e alla libertà. Nel brano, infatti, si riesce a cogliere tutta la sofferenza di Bob Marley, una sofferenza non solo fisica ma anche dell’anima. Il musicista con Redemption Song invoca giustizia e riscossa per il suo popolo tanto tormentato.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)