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I 5 brani più sottovalutati di Freddie Mercury

Il leggendario leader dei Queen, Freddie Mercury, ha dimostrato, sin dagli esordi con la sua mitica band, di avere uno spirito creativo indomito e ardente. Freddie Mercury, è stato fautore di alcuni dei brani più importanti nella storia della musica moderna; spingendo le sue capacità sempre oltre il limite, alzando costantemente l’asticella in quanto a prestigio e tecnica.

Mercury conquistò il mondo con i suoi Queen, prestando voce e carisma a quelli che, in pochissimo tempo, si sono affermati come veri e propri inni del Rock Classico, continuando, ancora oggi, a conquistare milioni di persone intorno al mondo. Alla luce dei fatti, quindi, non fu affatto una sorpresa che, dopo aver avviato la sua gloriosa carriera, il leader dei Queen decise di esplorare nuovi stili musicali.

Dopo aver riempito le arene di tutto il mondo con i suoi Queen, Freddie Mercury avviò una carriera solista che, da anni, viene definita controversa, audace e stravagante come poche. Nella sua, personalissima, opera, il cantante decise di dare libero sfogo all’uomo oltre l’artista; tentando di soddisfare i propri gusti personali in termini lirici e compositivi.

Freddie Mercury diede alla luce solo due album, Mr Bad Guy e Barcelona; nei quali, affrontò tematiche a cui era profondamente legato a livello emotivo; spingendosi verso orizzonti, fino ad allora, mai calpestati dai Queen. L’opera solista di Freddie Mercury si compone di uno spettro musicale variegato che attraversava i territori della Dance Music e dell’opera; pur conservando le chiare inflessioni del suo inconfondibile sound. In questa classifica, abbiamo raccolto alcuni dei brani che, pur definendo la figura di Freddie Mercury come artista solista, risultano spesso, sottovalutati.

5) I Can Hear Music

Come sappiamo, i Queen si formarono nel 1970. Nel 1972, la band era ancora alla ricerca spasmodica del contratto perfetto ai quali sottoscriversi con una label. Le case discografiche aleggiavano con atteggiamento feroce intorno al giovane e promettente quartetto; preoccupati per questo, i Queen scelsero di pazientare. Passò poco tempo, da qui, al loro accordo con i proprietari dei Trident Studios. La band avrebbe potuto incidere i propri brani indisturbata negli orari di chiusura degli Studios. Durante il periodo dei Queen ai Trident, Freddie Mercury venne approcciato dal produttore Robin Cable che propose la cantante di incidere una cover del classico, I Can Hear Music. Mercury accettò, collaborando con Roger Taylor e Brian May per le armonie e per le meravigliose sezioni di chitarra che adornano il brano, pubblicato nel 1973 sotto etichetta EMI, Mercury si presentò con lo pseudonimo di Larry Lurex.

4) Love Me Like There’s No Tomorrow

Durante il suo periodo a Monaco, Freddie Mercury scelse di assumere i migliori musicisti in circolazione per dare vita al suo album di debutto come artista solista. Il leggendario leader dei Queen aveva bisogno di componenti che potessero, quanto meno, essere all’altezza della nomea, a tratti eroica, della band dalla quale proveniva. Così, il carismatico frontman diede vita a Love Me Like There’s No Tomorrow. Una ballata a momenti solenne e sommessa, quanto improvvisamente dissacrante sugli ultimi istanti di un amore che sta abbandonando il cuore uscendo dalla porta principale.

3) Time Waits For No One

Dopo il successo di Mr Bad Guy, Freddie Mercury decise di dare vita ad una collaborazione brillante con il cantante e batterista dei Dave Clark Five, Dave Clark. Il musicista rimase accanto a Mercury fino ai suoi ultimi istanti, rivelandosi come uno dei suoi migliori amici. Time Waits For No One non si discosta molto dalle atmosfere strabilianti di A Kind Of Magic dei Queen, rendendo il brano particolarmente speciale.

2) The Golden Boy

Con Barcelona, del 1988, Freddie Mercury riuscì, finalmente, ad esplorare i territori dell’opera; assistita dall’iconica soprano catalana, Montserrat Caballet, con cui, tra l’altro, nacque un’amicizia straordinaria. In ogni caso, il brano si basa su uno story-telling forte, tipico dell’opera. Due giovani intrecciano il proprio cammino, innamorandosi. Sia in termini lirici che strumentali, The Golden Boy incarna perfettamente le atmosfere di una composizione lirica, vista l’esaltazione solenne della soprano. Il brano, si apre, in maniera quasi impertinente, assumendo il clima tipico di una Rock Opera, con Freddie Mercury che racconta un epilogo inaspettato, in cui, i due protagonisti, si separano.

1) How Can I Go On

Freddie Mercury era un grandissimo estimatore della musica di Montserrat Caballet. Il leggendario leader dei Queen amava la sua musica e, oltre tutto, la sua voce sublime. Quando Montserrat ricambiò i magnifici complimenti di Mercury, questi non poté che essere al settimo cielo. La cantante catalana, infatti, amava il modo con cui le loro voci si intrecciassero, nonostante provenissero da territori diametralmente opposti che, nel corso degli anni, solo Freddie Mercury riuscì a far coincidere con tanta maestria e spontaneità. How Can I Go On è un altro dei brani più introspettivi di Freddie Mercury. La melanconia tagliente che imperversa lungo tutto il brano è attribuibile direttamente alle condizioni di salute del cantante, sempre più precarie.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)