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Brian Johnson: “Ecco come Roger Waters ha distrutto i Pink Floyd”

Abbiamo già spiegato in passato che The Wall sia stato, per certi versi, l’album della consacrazione definitiva e della distruzione dei Pink Floyd. Il grandissimo successo del prezioso album della band britannica ha rappresentato un momento storico per la formazione, nonostante tutte le difficoltà interne che si sono osservate soltanto tra gli stessi membri della formazione. A seguito della pubblicazione di The Wall, a causa di tutti quei problemi che avevano già minato la pubblicazione stessa, si verificarono quei litigi che hanno portato all’abbandono di Roger Waters, che ha avviato una seconda carriera da parte dei Pink Floyd. Il cantante degli AC/DC, Brian Johnson, ha spiegato in una nuova intervista come Roger Waters ha distrutto i Pink Floyd, attraverso il suo abbandono che ha altamente condizionato la carriera della formazione britannica.

Le parole di Brian Johnson in una puntata di Life on the Road

Che Brian Johnson sia, indubbiamente, tornato ad essere centrale nella carriera degli AC/DC non può essere messo assolutamente in dubbio. Il leader della formazione australiana aveva abbandonato la band per i suoi problemi all’udito, che avevano condizionato le sue esibizioni. Adesso, tornato al centro del progetto e pronto ad affrontare il nuovo tour degli AC/DC, ha parlato non soltanto della sua formazione, ma anche dei Pink Floyd.

Nello specifico, di come Roger Waters ha “distrutto” i Pink Floyd, abbandonando la band a seguito della pubblicazione di The Wall: “The Wall è stato uno degli spettacoli rock più ambiziosi di sempre, ma è stato molto il progetto personale di Roger Waters e ha segnato una spaccatura tra lui e il resto della band. Waters ha persino licenziato il socio fondatore Rick Wright, sostenendo che non stava contribuendo alla sceneggiatura.”

Il litigio tra Roger Waters e David Gilmour

Alla base della spaccatura che ha determinato la scissione dei Pink Floyd c’è stato quel litigio tra Roger Waters e David Gilmour che ha determinato, senz’altro, una perdita di qualità nella formazione britannica, riscontrabile in tutti i prodotti successivi all’abbandono di Roger Waters. Che lo si apprezzi o meno, che si sia dalla sua parte o da quella di David Gilmour, non si può negare un apporto ideologico e contenutistico di grande valore che ha caratterizzato la formazione.

Essenzialmente, quindi, qual è stato il motivo? Le voci si moltiplicano e ognuna cerca di spiegare la sua verità in modi differenti: nella maggior parte dei casi la motivazione principale è data dal fatto che Roger Waters fosse sempre più centrale nell’apparato di una formazione che sembrava ormai dipendere da lui; alla luce di ciò, come si evince anche dalle parole di Brian Johnson, il clima non era certamente dei più sereni e collaborativi.

Altri parlano della volontà, da parte di Roger Waters, di rendere i Pink Floyd un vero e proprio prodotto politico, sia attraverso i concerti della formazione, sia attraverso i testi della testa. Inutile negare il vero motivo che tende a muovere meccanismi e ordini in ogni apparato: quel denaro che ha posto in conflitto David Gilmour e Roger Waters, che volevano appropriarsi dei crediti e dei diritti del nome della band.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.